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La Stanzetta dei Bottoni
Pur avendo deciso da tempo cosa votare, e pur non avendo più voglia di sentire o leggere alcunché sull'argomento, questa cosa che metto a seguire, scritta da Antonella Meniconi, ordinario di Storia delle Istituzioni Politiche alla Sapienza, l'ho letta e trovata veramente notevole per le argomentazioni che porta sul merito della riforma (argomentazioni per le quali voterà No). È un intervento lungo, ma secondo me vale la pena leggerlo.
Pur avendo deciso da tempo cosa votare, e pur non avendo più voglia di sentire o leggere alcunché sull'argomento, questa cosa che metto a seguire, scritta da Antonella Meniconi, ordinario di Storia delle Istituzioni Politiche alla Sapienza, l'ho letta e trovata veramente notevole per le argomentazioni che porta sul merito della riforma (argomentazioni per le quali voterà No). È un intervento lungo, ma secondo me vale la pena leggerlo.
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1. La prima motivazione è di ordine costituzionale. Nelle audizioni svoltesi nei due rami del Parlamento, da parte di studiosi, magistrati e altre personalità, ma anche leggendo il corposo e utilissimo dossier del Servizio studi della Camera, sono emersi rilievi tecnici, non solo critici e politici, ma anche relativi alla stessa formulazione di un testo fondamentale come la nostra Costituzione. Ebbene, forse per la prima volta nella storia repubblicana, non è stata apportata nessuna modifica, anche minima, che accogliesse alcuno di questi rilievi. Insomma, per la prima volta il testo uscito dalle stanze del Governo è rimasto invariato anche dopo le quattro letture previste, ed è quello definitivo, approvato, che i cittadini sono chiamati a valutare. Si è così inferto, credo, un ulteriore colpo alla nostra democrazia che, secondo la Costituzione, resta una democrazia parlamentare. Il dibattito nell’Assemblea Costituente su questa parte della Costituzione era stato acceso e aveva visto impegnati, da una parte e dall’altra, giuristi come Piero Calamandrei e Giovanni Leone, e alla fine aveva prodotto un testo condiviso, unitario. La Costituzione non è un testo sacro ma richiede cura e attenzione quando la si maneggia.
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"l'unico modo possibile per approvare una riforma costituzionale è di lasciare il testo invariato nel corso di tutte le quattro letture previste", d'accordo, ma mi pare che non è assolutamente detto che debbano essere le prime quattro, altrimenti, se capisco bene, il Parlamento non avrebbe nessuna voce in capitolo, cioè la proposta arriva in Parlamento, magari alla seconda lettura viene modificata, il conteggio si azzera e le quattro letture partono appunto dalla versione modificata
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