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laFondazione

sempre Elia Spallanzani
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Il dubbio è: se esiste uno stretto legame tra religione, ideologia, spirito e modo di produrre, quale sarà lo spirito di una società in cui il lavoro diventa meno necessario? Se milioni di persone potranno vivere grazie a fabbriche automatiche, diventando semplici consumatori, cosa faranno delle loro vite? Davvero si daranno all'arte, alla filosofia o al giardinaggio?
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Considerando che già ora buona parte della pubblica amministrazione non svolge nessun lavoro, o almeno nessun lavoro che sia realmente richiesto, viene da pensare che domani gli uomini piuttosto che filosofare si inventeranno lavori di cui non c'è necessità, e pretenderanno comunque il riconoscimento della loro posizione attraverso un simbolo equivalente al denaro. Per questioni di inerzia è probabile che lo spirito del capitalismo sopravviva per secoli alla fine del vecchio sistema economico, anzi può darsi che questo sia già accaduto. - laFondazione - - (Edit | Remove)
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Ora torniamo a noi, alla società dell'abbondanza e della piena automazione. Se (ed è un se complicatissimo, ma fingiamo), se non ci fossero i mezzi di comunicazione a gonfiare continuamente i bisogni e a soffiare sul fuoco della competizione, chi finirebbe per detenere il potere? In base a quale principio lo giustificherebbe? La tradizione, l'autorità, il sogno, le penne colorate. Sembra probabile. E chi si sta arrogando sempre più potere se non la cricca scientifica, stregonesca e incontrollabile? E la cricca mediatica, buffonesca mediatrice tra il popolo e se stesso? Chi sarà il re stregone del futuro, intrattenitore e favolista, se non qualche scienziato telegenico? L'unico problema è che la stregoneria non funziona, mentre prima o poi la scienza qualche cambiamento lo provoca, per quanto immersa nella sua fatua ricerca della vertigine. Prima o poi il tecnobuffone qualche cosa di mostruoso lo cagherà davvero, non c'è da sperare che fallisca sempre! E quando i suoi polipi col dna modificato vorranno un signore lo sceglieranno tra loro, relegando il creatore nelle loro favole di giardini sottomarini e coralli del bene e del male. - laFondazione - - (Edit | Remove)
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Da quando il giardiniere ci ha mollato in aperta protesta contro le nostre concessioni al gusto poppolare le erbacce già altissime hanno messo boria e ora insidiano le sante mura della Fondazione. Armati di attrezzo neolitico, una miserabile zappetta, e comunque circonfusi di innata signorilità abbiamo liberato a prezzo di fatiche indicibili un circolo di scarsi dodici metri quadri, per cui ce ne resta solo un migliaio.
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In questa radurella abbiamo piantato il tentacolare glicine genere floribunda, nemico alle fondazioni (di cemento e non solo), nonché il forestierissimo kumquat, cibo originario di Eta Beta. - laFondazione - - (Edit | Remove)

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"La pazienza dell'arrostito" di Ceronetti è una specie di diarione in cui lui, cacatissimo il cazzo, si aggira per le strade annotando scritte sui muri o dicendo i morti alla gente che lo guarda male (molti). Ogni tanto va a mangiare e fa anche una piccola recensione di ogni albergo e ristorante, privilegiando quelli in cui servono barbabietole stufate, miele, locuste.
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Ci sono anche varie considerazioni spappolate su arte, religione, morte, una grande quantità di richiami a libri e opere che conosce solo lui e la sua cricca di compari anacoreti. Benché venga da un'anima in qualche modo affine alla nostra, il libro è pressoché illeggibile ma potrebbe essere facilmente trasformato in una guida hipster a ristoranti e monumenti, tagliando tutta la roba culturale e lasciando solo gli episodi, non pochi, di feroce e comico disprezzo per il prossimo, tipo quando fa l'elemosina alla giovinastra per incentivare la diffusione dell'eroina. - laFondazione - - (Edit | Remove)

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il sito della Fondazione, nel suo squallore, continua a ricevere in media una ventina di visite al giorno. Da quando siamo passati a Wordpress dopo il collasso di Splinder abbiamo avuto circa centomila visite. Il numero di commenti è diminuito costantemente, ma già nel 2012 in tutta la rete la discussione si stava spostando dai blog a piattaforme come fb o twitter, presumibilmente perché per loro struttura rendono difficile o impossibile qualsiasi conversazione diversa da un ping pong di idiozie
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Quello che ci sorprende, in effetti, è di avere ancora visite. Evidentemente quelli che capitano sul blog lo fanno per caso, perché non c'è nessuna reazione. Va pure detto che blog molto più curati del nostro hanno anche loro un livello di interazione bassissimo, perché l'interesse principale del commentatore non è comunicare, informare o informarsi, bensì semplicemente essere visto e quindi se una pagina è poco frequentata non vale la pena commentare. I commenti dei blog sono diventati una specie di vecchia casella postale, in cui arrivano i distratti saluti di vecchi conoscenti, i deliri di qualche grafomane, le pubblicità di gadget porno. - laFondazione - - (Edit | Remove)
Tutta la geniale brillantezza del popolo italiano si riversa in pochi profili di fb o twitter, producendo effetti di rumore e sovraccarico simili alla distorsione di una chitarra picchiata contro una ciotola di rame piena di escrementi di vombato, notoriamente cubici. Bisogna banalmente notare che inserirsi in una discussione con duemila scimmie urlanti implica una speranza inaudita: le possibilità di essere letti, o addirittura capiti, sono così basse che mille commenti al giorno di fatto comunicano meno di uno solo mandato a uno specifico destinatario, eppure il popolo evidentemente continua a sperare, ognuno si dibatte senza tregua per essere visto e ciò ricorda un'altra passione nazionale, che è quella della lotteria, in cui la diminuzione continua della possibilità di vincere non toglie, e anzi di fatto aumenta, la propensione a partecipare. - laFondazione - - (Edit | Remove)
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Alla fine quando Adamo mangiò la mela, la storia dell'albero della conoscenza, non è che il padreterno se la prese perché aveva violato un ordine. Si incazzò perché adesso nella mente di Adamo c'era anche altro che lui, la sua mente vagava dietro a qualche considerazione tipo "ma se immagino una sfera di raggio infinito, ogni sua circonferenza è curva o dritta?".
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Immaginando di essere Dio, di aver creato il giardino e tutti gli animali, di aver creato Eva per Adamo, si può sopportare che lui pensi alla retta? Dopo tutto questo amore riversatogli addosso? Basta pensare a Dio come a una donna e si capisce subito tutto. Gli ha dato persino un'etera! Pur di tenerlo vicino. E quello a che pensa? A una cosa astratta! Ma allora è stronzo veramente, questa è ingratitudine, è proprio mancanza di sensibilità. - laFondazione - - (Edit | Remove)
Dopo tutto questo amore riversatogli addosso? Basta pensare a Dio come a una donna e si capisce subito tutto. Gli ha dato persino un'etera! Pur di tenerlo vicino. E quello a che pensa? A una cosa astratta! Ma allora è stronzo veramente, questa è ingratitudine, è proprio mancanza di sensibilità. E allora la punizione per tutti e due, per lui e per quella puttana! Che l'ha fatto apposta! Per distogliere la sua mente da me. Ma non ha capito, la sciaquetta! Che così si fotteva con le sue mani! Perché adesso anche lei ha una concorrente, adesso anche a lei capiterà di vederlo assorto e di accostarsi a lui con amore chiedendo a che pensi e sentirsi rispondere "ma se immaginiamo una sfera infinita..." e allora di mettersi a gridare, chiamarlo infame, spaccare piatti per terra... sì, anche a lei, mwah ah ha.... MMMWAHAHAHAHAHA!!!!1 - laFondazione - - (Edit | Remove)
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Notare che il popolo non è, in linea di principio, ostile alla competenza: anzi, tende a fidarsi fin troppo dei sedicenti esperti, purché mostrino qualche forna tangibile di superiorità che il popolo sia in grado di capire. Ad esempio, il popolo non dubita affatto della competenza di Cannavacciuolo ed è prontissimo a sottomettersi al suo giudizio, perché lui appare già fisicamente, diremmo carnalmente autorevole, e poi ha fatto anche i soldi,
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che è la forma di superiorità universalmente riconosciuta. Le manifestazioni di giubilo, di estasi di fronte ai suoi piatti rafforzano e generano l'impressione, come nessun vetrino di scienziato potrebbe mai fare. Lo scienziato è normalmente un tipo dimesso, quando non ha scelto l'opposta livrea del pagliaccio pop, e gli effetti dei suoi piatti sfuggono, a volte per decenni, anche ai palati più fini, quindi come si può pensare che il popolo lo rispetti? Se l'accademia stessa impiega venti o trent'anni a stabilire che quello è un genio, perché il poppolo dovrebbe farlo? - laFondazione - - (Edit | Remove)
E anche il genio riconosciuto di norma diviene tale a sessant'anni, quando gli occhiali a culo di bottiglia e la pelle poco sana escludono qualsiasi slancio emotivo del popolo. Solo un venditore di tecnologia può essere autorevole, prendi ad es. Stivio Giobbo o Marco Succhienbergo, e infatti l'idolatria popolare in questo campo è senza limiti. - laFondazione - - (Edit | Remove)
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A questo punto Di Maio ha due possibilità: 1) rilanciare o' movimende come alternativa radicale al vecchio modo di fare politica, cercando di tirare fuori un vera sintesi programmatica dal groviglio di giuste lamentele, pretese irrealistiche e sparate di principio che costituiscono la motivazione dei suoi votanti, oppure
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2) tirare avanti per trasformare o' movimende in una specie di Italia dei Valori - Lega sud, occupando un po' di posizioni nei ministeri e nelle amministrazioni locali per sistemare i suoi parlamentari in predicato di trombatura e altri impresentabili, al solo fine di assicurarsi tramite la gestione clientelare del potere un piccolo e inamovibile feudo del 6-7% che li faccia vivere sereni. - laFondazione - - (Edit | Remove)
Con l'acume, cioè il cinismo politico che molti giustamente gli riconoscono, è probabile che fingerà la prima per ottenere la seconda. - laFondazione - - (Edit | Remove)
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C'è un tipo particolare di reportage sulla criminalità sudamericana. Di solito il giornalista parte mostrando qualche vittima di sparatorie e intervista poliziotti incappucciati che gli confermano quanto siano spietati i criminali e come sia impossibile fermarli per mancanza di mezzi. In seguito il giornalista, sempre ribadendo che questi sono delinquenti pericolosissimi e che si rischia la morte ogni secondo, li va ad intervistare.
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I criminali in questione sono ragazzi con le facce coperte e la pistola, che svelano al giornalista quel che tutti sanno già, e cioè che loro sono spietari assassini, persino compiaciuti della loro ferocia, e che comprano le armi dall'America, o la droga dalla Colombia, e che per loro la pietà è morta. - laFondazione - - (Edit | Remove)
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Allora forse non era proprio un pagliaccio. - laFondazione - - (Edit | Remove)
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Comunque è chiaro che l'odio del mondo dello spettacolo verso i politici ormai è una questione di semplice concorrenza. Non è tanto il fatto che gli attori ricchi spesso si proclamano dei rivoluzionari, ma proprio che competono coi politici per l'amore del popolo. E dal loro punto di vista hanno ragione perché sono stati i politici a invadere il loro orto, mettendo tutto su un piano puramente emotivo.
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Attori e politici insomma stanno ritornando alla radice comune che li ha generati, ossia lo status di pagliaccio, e quindi fanno per forza a cornate. - laFondazione - - (Edit | Remove)
P.S. C'è l'abitudine di credere che quel che succede dopo sia sempre lo "sviluppo" di quel che è successo prima. Invece è probabile che spesso il presunto "sviluppo" sia solo l'emersione di qualcosa che c'era già, nel modo in cui, ad es., il pieno sviluppo di una pianta ripete e mostra a livelli superiori la struttura fondamentale che c'era sotto e che era stata temporaneamente coperta dal groviglio di foglie. Marx ha "scoperto" che lo sviluppo capitalistico camuffava e nascondeva certi rapporti, ma secondo lui erano rapporti nuovi, e questo è stato forse il suo errore. Oggi a noi sembra che le convulsioni della storia nascondano e rivelino periodicamente un fatto antico, e cioè che il grande mediatore tra popolo e potere è il pagliaccio, da cui si sono "sviluppati" letterati, giornalisti, attori e politici. Sembra anche di poter dire che nei periodi di crisi economica queste facce dell'archetipo tendono a riunirsi in un unico soggetto. - laFondazione - - (Edit | Remove)
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Una ultranovantenne ci ha raccontato come si faceva il pane ai suoi tempi. L'operazione durava un paio di giorni e ogni passaggio richiedeva certe parole. Anche solo per entrare nella stanza dove c'era il forno si invocava un santo. Per scaldare il forno si usavano solo le fascine di un certo tipo di albero, gli alberi stessi erano stati piantati secondo un certo rito, mormorando certe parole. Questo non accadeva solo mille anni fa ma settanta, ottanta.
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Di molti passaggi nemmeno lei conosceva più il significato. Erano diventati pura forma, ripetuta quasi senza consapevolezza. Difficile capire da quante generazioni si trasmetteva quel rito, che è sopravvissuto a tutte le catastrofi immaginabili ma non al benessere. - laFondazione - - (Edit | Remove)
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La vecchia signora, che è ancora perfettamente lucida, si rende conto che il mondo di oggi è molto più ricco, eppure non riesce a credere del tutto nella sua esistenza. Guarda certi oggetti come se non fossero davvero lì. Anche gli animali sono cambiati però di meno, quelli in qualche modo conservano la propria realtà, mentre ciò che vede in televisione (lei sa benissimo cos'è la televisione) non è molto diverso dai suoi sogni. - laFondazione - - (Edit | Remove)
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Leggiamo di cortometraggi scritti da computer e di generatori di frasi sempre più addestrati e questo dovrebbe entusiasmarci mentre invece un po' ci deprime. Non per il timore di intelligenze artificiali ostili, ma perché questi programmi sembrano più che altro raffinamenti dei vecchi metodi di generazione casuale, corretti in base a immensi archivi di esempi o con metodi di selezione simili agli algoritmi genetici.
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Sistemi, cioè, che riproducono il meccanismo elementare della vita, la variazione casuale e la selezione ambientale. Il che in un certo senso è moltissimo, mentre in un altro è poco. Il pensiero che emerge (e non sappiamo come) nella nostra mente è che faremo prima noi ad abituarci a questi generatori casuali che loro a diventare senzienti. In altre parole, un sistema che crea un cortometraggio di fantascienza prendendo strutture narrative elementari e ricorrenti, legandole casualmente e verificandone la coerenza mediante il confronto con macrostrutture già esistenti, correggendo il tiro in base a ciò che risulta più popolare, questo sistema, dicevamo, sembra più che altro uno sceneggiatore pigro di serie televisive. - laFondazione - - (Edit | Remove)
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Come nel test di Turing. La macchina non deve essere intelligente necessariamente. Deve dare l'impressione di essere intelligente tanto da essere scambiata per un uomo. - Von - LW&R - - (Edit | Remove)
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Per Renzi i guai veri sono cominciati quando ha cercato di pestare i piedi a Alberto Angela. Tradire i compagni, spaccare il partito, inimicarsi gli insegnanti cercando di farli lavorare... tutte gravi ingenuità, ma gliele avrebbero perdonate. Però il documentario su Firenze non lo doveva fare! Quando si toccano i poteri forti ecco cosa succede.
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like, ma "inimicarsi gli insegnanti cercando di farli lavorare" proprio no - alfo - - (Edit | Remove)
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La malvagità gratuita dei toscani resta senza spiegazioni. - laFondazione - - (Edit | Remove)
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"Le foglie messaggere", come dice il sottotitolo, contiene scritti in onore di Giorgio Manganelli (questo piccolo Spallanzani, diciamo). Destinato ai fan più accaniti, tra esami al microscopio delle quarte di copertina e deliri filologici il libro accoglie pure una strana relazione che con la scusa di Manganelli parla invece delle esperienze dell'autrice col buddismo, dei suoi sogni, del suo lama, dei suoi libri e di varie coincidenze.
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L'articolo, che potrebbe più correttamente intitolarsi "IIIIIIIIIO e manganelli", riesce forse nel difficillimo compito di essere ancora meno interessante della presente nota. - laFondazione - - (Edit | Remove)
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I poNpelmi caduti a piè dell'albero / sembrano un giuoco di bilie dei titani.
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Chissà perché nei baci perugina la frase in italiano è spesso molto diversa dalla versione in inglese.
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Se mi lasci ti cancello - reloj - - (Edit | Remove)

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Come quello di Bradbury, anche l'ultimo racconto de "Il Dio del 36simo piano" tratta della guerra atomica. Pubblicato nel 1963, "L'Alternativa" di Elderly Shoulder all'epoca era praticamente un istant novel. La storia parte in medias res, con un militare innominato che parla freneticamente al telefono. Dalle conversazioni con diplomatici e informatori il lettore apprende che i russi stanno per forzare un blocco navale.
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L’uomo è terrorizzato, ripensa a sua moglie, cerca di telefonarle ma non la trova, poi all'improvviso da una telescrivente arriva il colpo finale: un Lockheed U-2 statunitense è stato abbattuto su Cuba. Il mondo non lo sa ancora ma le unità americane sono in stato di allerta DEFCON 2, pronte a un’azione immediata, anche senza l’autorizzazione della Casa Bianca. Per il protagonista, che in fondo si sa un vile, l’unica cosa che resta è correre in un rifugio. SPOILER. - laFondazione - - (Edit | Remove)
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vecchi racconti di fantassienza: https://eliaspallanzanivi...
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Accendiamo la televisione e appaiono abbracciati su una spiaggia Lele Mora, Emilio Fede ed Enrico Lucci. Incredibilmente il più orrendo dei tre risulta senza dubbio Lucci: furbastro, volgare, maligno, un concentrato della peggiore italianità che in confronto gli altri due sembrano solo dei poveri mostri parziali, umani, quasi compatibili.
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io ho visto solo i pezzi che fanno vedere a blob - ello - - (Edit | Remove)
Tanto fa cagare. - laFondazione - - (Edit | Remove)
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A ben vedere i grillini hanno salvato la magistratura da una più che probabile figura di merda, perché pochi credono che l'accusa sia sostenibile, e quindi come satana pur macchinando eternamente il male hanno fatto il bene.
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"Rembrandt SpA" è un breve (3 pagine) racconto di A. Auerbach del 1962 classificato come fantascienza ma che rientra più che altro nella satira mediante il "dove andremo a finire". In un prossimo futuro (gli anni '80, nella prospettiva del racconto) l'arte diventa solo un oggetto di investimento speculativo: inevitabilmente la bolla cresce e cresce finché scoppia. I rari lettori del raccontino lo trovano spesso profetico, ma probabilmente già nel 1962 era mera cronaca.
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Nel "Dio etc" ci sono due racconti sulla sovrappopolazione: "C'è posto per tutti", di Ballard (1962), e "Censimento", di F. Pohl (1956). Quello di Pohl è grottesco e basato su due procedimenti classici della fantascienza, la presunzione di contemporaneità e l'eufemismo. In pratica non si spiega cosa avviene ma si finge che il lettore lo sappia già in quanto contemporaneo: poco alla volta si scopre che dietro il linguaggio burocratico c'è qualcosa di atroce.
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Il racconto di Ballard invece è più lungo e quindi dopo l'attacco finto contemporaneo si spiega come siamo arrivati a vivere in quattro metri quadrati: la popolazione mondiale supera i venti miliardi e aumenta a un tasso che viene tenuto nascosto per evitare il panico, tutto lo spazio disponibile serve a coltivare cibo e si preannuncia un'ulteriore riduzione della metratura per alloggi. Attorno a questo fenomeno c'è tutta la burocrazia legata alla spartizione dei metri, tutte le piccole furbate per strappare quale centimetro in più barando sull'inclinazione dei muri o con matrimoni di comodo per avere una doppia. Il mondo fittizio viene addobbato con tutte le conseguenze logiche della premessa, che sono solo estremizzazioni della situazione esistente. Infatti non si immagina la rete e non si parla nemmeno di televisione, e nonostante si viva schiacciati come sardine il senso del pudore obbliga ancora ad aggiungere barriere per non essere visti mentre ci si spoglia. - laFondazione - - (Edit | Remove)
Siccome Ballard è uno scrittore molto più raffinato della media della f.s., i suoi personaggi coltivano una certa introspezione e sono più realistici. Ci sono un paio di momenti in cui riescono davvero a trasmettere qualcosa di mai sperimentato, come l'angoscia di fronte una strada completamente invasa dal fiume di gente che si muove in direzione opposta o la meraviglia e il timore di muoversi in un'immensa camera di quindici metri quadri. Lo spazio fortunosamente conquistato sarà poi diviso di nuovo, il protagonista scoprirà che invece di lavorare può vivere grazie al solo subaffito e tornerà a una situazione di normalità, che per lui sono appunto i quattro metri quadri. - laFondazione - - (Edit | Remove)
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Primo Levi ha scritto molte storie di fantascienza, spesso sotto pseudonimo, e nella raccolta "Vizio di forma" del 1971 c'è il racconto "Protezione" (https://italiano.sismondi... ): sciami di micrometeoriti investono periodicamente la terra, quindi la gente indossa sempre delle armature protettive, di cui si parla come fossero vestiti.
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Il raccontino lascia intendere che di questa protezione in realtà ci sia ben poco bisogno pratico e molto invece psicologico: un bisogno di rinchiudersi per paura dell'altro, del suo corpo, e anche del proprio. Trasparente e piuttosto didascalico, come molti altri suoi racconti, "Protezione" sembra anche in debito con il racconto del 1960 "L'auto addosso", di R. F. Young, contenuto nel "Dio del 36simo piano", pubblicato nel '68: qui sono soprattutto esigenze commerciali ad avere imposto l'uso di armature motorizzate, automobili da indossare e cambiare ogni anno come abiti. L'auto addosso è più lungo, ha una trama un po' più complessa e paranoica e un tono molto più leggero ma il suo nucleo è praticamente lo stesso del successivo racconto di Levi, che appare quasi un riassunto e, considerata la modesta portata dell'idea di base, nella sua brevità risulta anche più efficace. - laFondazione - - (Edit | Remove)

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l'altro giorno una persona laureata ci ha intrattenuto dieci minuti su come viene manutentito un certo edificio. Ha ripetuto almeno sette volte questa storia del manutentito, sgranando sempre gli occhi come se ci sfidasse a contraddirlo, e infatti non l'abbiamo contraddentito.
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L'ultimo racconto contenuto nel "Dio del 36simo piano" è l'Abisso di Chicago, di Ray Bradbury, pubblicato nel 1963 e da cui è stato tratto un episodio televisivo del R. B. Theater, sorta di "Ai confini della realtà" monoautore (https://www.youtube.com/w... ).
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Come spesso accade per Bradbury, la trama in sé è lineare e conta più una specie di rustico lirismo dello stile. Dopo la guerra atomica la gente non sopporta più che si ricordino i bei tempi e il vecchio che osa farlo rischia di finire male. Due intuizioni, apparentemente ovvie ma spesso trascurate, colpiscono: 1) che nella realtà il ricordo struggente del passato è quasi sempre legato a cose insignificanti, oggetti comuni, nel caso specifico anche oggetti industriali come del cibo in scatola con la sua sgargiante etichetta (incidentalmente, la scatoletta di Andy Warhol è del 1962); - laFondazione - - (Edit | Remove)
2) nella realtà la memoria nasce dalla vergogna: l'odio verso chi ci riparla di un tempo migliore, che può diventare anche omicida, dipende non tanto dal fatto che il paragone con l'oggi ci addolora, ma dal fatto che almeno inconsciamente ci riteniamo colpevoli del peggioramento. Un crimine gigantesco e assurdo non può dipendere solo da qualche politico, tutti oscuramente sentono che è dipeso anche dalla loro stupidità, dalla loro viltà. Questo è il motivo per cui la prossima catastrofe ecologica verrà cancellata dal linguaggio, nella speranza che prima o poi sparisca anche dalla memoria. Ma non sparirà. - laFondazione - - (Edit | Remove)
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"Il Dio del 36simo piano", di H. D. Kastle, è stato pubblicato nel 1963 ed è forse il racconto meno rotondo della raccolta cui dà il nome. Parte come una storia di burocrazia: Derrence Cale lavora per una multinazionale ma non si sa cosa fa. In seguito a una riorganizzazione degli uffici si è arrogato un ruolo fittizio di coordinatore e nessuno se n'è accorto.
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La mattina arriva prima degli altri impiegati, ha una segretaria cui detta lunghe lettere che una volta dattiloscritte straccia e butta nel cestino, finché un giorno appare un impiegato, tale Tzadi, che sembra sapere la verità. Derrence farebbe di tutto per evitare di tornare al suo lavoro di pubblicitario e pensa di corrompere l'uomo, ma la storia prende una strana piega: durante un pranzo Tzadi e un cameriere fanno un'incomprensibile conversazione, si accenna a un Dio, l'ultimo Dio, e viene anche fuori che dietro a tutta la vicenda ci sarebbe la segretaria di Derrence. - laFondazione - - (Edit | Remove)
Non sveliamo il finale (il racconto si può leggere qui, https://archive.org/strea... , da pag. 119 in poi), che è curiosamente mesto, come anche il misterioso Tzadi. Volendo, il racconto può essere letto come una metafora del sistema di produzione che trasforma gli uomini in ingranaggi, ma questo lo priverebbe della sua migliore qualità, che è appunto una strana malinconia, un senso dolente di perdita. - laFondazione - - (Edit | Remove)
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Anche il racconto di E. F. Russel del 1959 "Study in still life" tratta di burocrazia. Durante la complicatissima spedizione di uno sterilizzatore per zanzare sulla colonia spaziale del pianeta Nemo si verifica un inghippo: per giustificare la spesa bisognerebbe essere sicuri che l'apparecchio funzioni, ma per testarlo bisognerebbe importare sulla terra le zanzare di Nemo, il che ovviamente è proibito. Per tacere del fatto che il pianeta Nemo, a quanto pare, non esiste.
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Questa storia di lotta alla burocrazia con i suoi stessi mezzi contiene una critica tradizionale: formalizzare e complicare i processi decisionali, moltiplicare i livelli di controllo di fatto non serve a rendere più facile individuare le responsabilità, ma a diluirle in modo che sia impossibile trovare il vero responsabile. Allo stesso tempo l'aumento del numero di burocrati richiede altri burocrati, e gli stessi processi di semplificazione passano attraverso fasi di raccolta e organizzazione dei dati che richiedono altri burocrati. La macchina si autoalimenta e i suoi vertici hanno tanto più potere quanta più gente ronza a vuoto sotto di loro. - laFondazione - - (Edit | Remove)
È evidente che l'autore si basa sulle sue esperienza durante la seconda guerra mondiale. Per molti anglosassoni il primo impatto con la burocrazia più delirante è stato quello e perciò quella che descrivono è propriamente una burocrazia militare, che raggiunge il suo massimo grado di insensatezza quando viene meno la sua funzione principale, cioè uccidere la gente. - laFondazione - - (Edit | Remove)
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