Leggiamo di cortometraggi scritti da computer e di generatori di frasi sempre più addestrati e questo dovrebbe entusiasmarci mentre invece un po' ci deprime. Non per il timore di intelligenze artificiali ostili, ma perché questi programmi sembrano più che altro raffinamenti dei vecchi metodi di generazione casuale, corretti in base a immensi archivi di esempi o con metodi di selezione simili agli algoritmi genetici.