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sempre Elia Spallanzani
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Il saggio Papa parlante ci segnala gli scritti di Bazlen a cura di Calasso. L'introduzione ha uno stile apparentemente esatto che però genera solo una nube di indeterminatezza. Bazlen viene descritto con attributi negativi e dire che una cosa non è questo e non è quello l'assimila contemporaneamente al tutto e al niente. Conclude Calasso che parte decisiva dell'opera di Bazlen è non aver prodotto un'opera.
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In tal caso, parte essenziale della nostra lettura di quest'opera dovrebbe essere non leggerla. Ma noi, a dispetto del facile ossimorismo calassiano, la leggeremo, perché questo Blazen somiglia vagamente a Spallanzani, che un'opera l'ha prodotta e la fa sparire. - laFondazione - - (Edit | Remove)

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Elia Spallanzani era molto affezionato a sua zia Luisella e per tutta la vita continuò a mandarle in anteprima le sue opere, benché la zia, anziana maestra elementare, ci capisse ben poco e gli restituisse i fogli con le licenze poetiche segnate in blu e in rosso le "parole forti" (cioè i nomi di quasi tutte le parti del corpo e le interiezioni). La zia, tramanda Spallanzani, era di origini partenopee e aveva un bellissimo pappagallo chiamato Alfredo come il defunto marito.
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Sua particolarità era l'assoluto rifiuto di ripetere alcunché tranne i numeri, che usava abilmente per mentire sull'età (sua del pappagallo, no della zia). Per il resto, emetteva un gran numero di suoni che l'Elia trascriveva come "gnurps", "ohlololonaah", "zacatof!" e che la zia si ostinava a considerare parole, spergiurando che non aveva mai incontrato una bestia più intelligente a parte l'Alfredo originale. Spallanzani guardava ammirato la zia che cercava di ripetere le "parole" do'o pappavalle, indubbiamente significative in qualche lingua ignota o congetturale, e racconta che quando azzeccava un suono, per dire "frinalooh!", allora il pappagallo reagiva con un agghiacciante "A A A!", che sembrava proprio una risata intenzionale e maligna. Per qualche tempo Spallanzani si baloccò anche lui con l'idea di decifrare la lingua del pennuto e ci restano quaderni di ipotesi sulla sua grammatica, ma quando la vecchia signora ascese al coro invisibile i "parenti di giù" reclamarono l'animale in eredità, anche perché dava i numeri. - laFondazione - - (Edit | Remove)
Però non se lo godettero in quanto Alfredo, come tutti i prigionieri, aveva sviluppato un rapporto morboso con la zia e in quindici giorni si lasciò morire anche lui, non senza donare agli eredi due terni sicuri che, giocati ogni settimana per cinquant'anni sulla ruota di Napoli, ad oggi miracolosamente non sono mai usciti. - laFondazione - - (Edit | Remove)
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Una volta c'era l'umile cicoria, poi hanno cominciato a chiamarla "radicchio" e a venderla al quintuplo del prezzo. L'ortaggio ha subito un processo di radicchializzazione. Si è radicchializzato negli agriturismo e nelle imperversanti trasmissioni culinarie. Firma anche tu per tornare alla cicoria. Fermiamo la radicchializzazione.
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Tra i pochi libri di Camilleri che abbiamo letto, "La rivoluzione della luna" è quello più fastidioso. Sembra di leggere una cattiva traduzione perché il vocabolario è pseudo dialettale mentre la struttura del periodo è italiana. Prendiamo una frase qualsiasi:
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"Ma accussì facenno, il sò corpo pirdiva l'appiombo, si sbalanzava e viniva a gravari supra alla gamma avanzata epperciò chi s'attrovava a reggirlo da quel lato doveva essiri capaci di sostiniri il piso di tutta quella gran massa di carni". Ma nessuno parla o ha mai parlato così. É una frase scritta in italiano e poi tradotta una parola alla volta abbondando con le "i". E lo stesso stile completamente fasullo si ripete anche nei dialoghi. Peggio ancora, la voce narrante e i personaggi del diciassettesimo secolo usano frasi e modi di dire palesemente moderni, come "arrisurtaro addirittura supiriori alle sò spittative", o "macari il significato divinni chiaro e splodì dintra alla testa di tutti". Ovviamente è una scelta pratica, affinché il popolo intero possa capire abbastanza facilmente ritraducendo secondo poche regole nel comune italiano, ma è anche di una volgarità imbarazzante, come i mobili di truciolato dipinti per sembrare vecchi. La fatica di ritradurre continuamente non viene ricompensata dalla conoscenza di un'altra lingua, con una sua struttura e le sue peculiarità, che più del vocabolario sono il proprio della lingua. D'altro canto chi conosce quel dialetto deve avere l'impressione di leggere una caricatura così ripetitiva e insistita da sfiancare anche i più facili al riso. - laFondazione - - (Edit | Remove)

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Milena Gabbianella tira certe mazzate alla rai che quasi si rimpiange non l'abbiano trombata prima: https://www.corriere.it/d...
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anagrammi: https://www.facebook.com/...
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l'altra sera avevamo cominciato a vedere un film, "Lo sciacallo", su un tizio che si improvvisa reporter di nera. Ci ha fatto tornare in mente un vecchio breve racconto di Chris Matheson, "Vampiro", che fu pubblicato a metà degli anni '90 nell'antologia "Profondo Horror" (Cutting Edge). Conteneva anche altri racconti cui eravamo affezionati come "Piccole crudeltà" e "L'uomo con la zappa", però non riusciamo più a trovarla nel casino dei libri. Se qualcuno ha il file, anche in inglese...
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memoria: https://eliaspallanzanivi...
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il ricordo, disse Elia Spallanzani, è come una torta gelato: ogni volta che la tiri fuori dal frigo per guardarla si affloscia un pochino e quando la rimetti dentro si ricongela in una forma leggermente diversa. Dopo cento, mille ricongelamenti le sue cuspidi di panna sono diventate dei bottoni, la sfoglia si è bagnata mille volte e ha ceduto sotto il peso delle creme, la forma di corona è perduta, i cristalli di ghiaccio hanno sgretolato la struttura, che ora somiglia
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a uno squallido ciambellone. Quando infine la tagli il coltello fa il rumore di qualcosa che fende la ghiaia. - laFondazione - - (Edit | Remove)
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Il paziente di Lurija, quello che ricordava tutto, aveva appunto il problema di come dimenticare. Quando si esibiva memorizzando al volo tabelle di numeri rischiava sempre che dietro l'immagine della tabella attuale riemergessero quelle delle tabelle precedenti, confondendolo. Il suo metodo era sorprendentemente simile a quello di una macchina: nel pensiero contrassegnava le vecchie immagini come "da ignorare". Faceva così pure il dos, che quando cancellavi un file modificava solo il primo carattere del suo nome, senza darsi la pena di azzerare fisicamente tutti i byte. Questo sistema così economico potrebbe essere stato scoperto dalla natura prima che dall'uomo e spiegherebbe come mai certi ricordi riaffiorano improvvisamente: le configurazioni fisiche del cervello non vengono modificate ma si taglia solo l'accesso a quel settore. Siccome però l'indicizzazione del cervello è molto più complicata e ramificata, a volte uno stimolo trova un'altra strada per quella stessa struttura, e la rosa risorge. 'rosa che risorgi dalla cenere tenue per virtù de la alchimia... giovane fiore platonico, eterna immarcescibile rosa' - laFondazione - - (Edit | Remove)
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il 30 luglio la Fondazione sarà a Roma per il concerto di Bjork. Chi intende ricevere la benedizione del sommo Ierofante è pregato di indossare un segno di riconoscimento, come ad esempio dei calzini di lana a righe, un cappello da ferroviere o lo stemma UACVVM FENFIBILIS.
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Fenfibile - 0 - - (Edit | Remove)
L'antico testo è giusto anche quando è sbagliato. - laFondazione - - (Edit | Remove)
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una modesta proposta: Di Maio e le Coop vogliono chiudere i supermercati nel fine settimana; Salvini non vuole migranti in giro a bighellonare; la gente non sa cosa fare nei weekend. La soluzione è stabilire che il sabato e la domenica lavorino solo gli immigrati, mentre dal lunedì al venerdì torneranno in galera.
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Bieca e impezzentita, la Fondazione si aggira in libreria. Avendo giurato di comprare libri solo coi proventi del nostro, la scelta è pressoché nulla: il più miserabile thriller svedese cosa 4 euro e 90, una cifra folle. Come tutti i limiti autoimposti, anche questo per certi versi è bello: desiderare un libro sull'araldica e non poterlo comprare è quasi certamente meglio del contenuto prevedibilmente mediocre dell'opera, che costa addirittura 28 euri,
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quanto tutte le copie vendute di macchina per scrivere. Questo giro ci ricorda anche la giovinezza, quando non potendoci permettere certi libri li guardavamo a lungo e poi tornavamo a guardarli, finché le commesse iniziavano a seguirci. Per fortuna a pochi passi c'è la bancarella dei pezzenti, dove con un euro potremo procurarci il millesimo volume muffo e scompagnato, magari il settimo di una vecchia enciclopedia ad uso dei ceti popolari, di quelle coi disegni ricopiati da dizionari del primo novecento. - laFondazione - - (Edit | Remove)
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Alla bancarella abbiamo comprato un libro ancora intonso. È un po' rovinato ma nessuno ha mai tagliato le pagine, dal 1947. Cioè non è un libro antico o raro, è semplicemente diventato vecchio senza essere mai letto. Doveva essere un'edizione economica per il popolo modesto ma affamato di cultura. Sarà rimasto sempre in un magazzino? Magari non l'hanno mai nemmeno distribuito, colti da una fitta di lucidità. È il viaggio sentimentale di Sterne e adesso non sappiamo bene se tagliarlo o meno. Non per rivenderlo, varrà circa cinque euro, ma per tenerlo come imparamento. - laFondazione - - (Edit | Remove)
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A noi questa canzone ci piacie https://m.youtube.com/wat...
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"ma il mio cuore io lo so / è solo una puttana / che non scende mai per strada / e vive dei suoi sogni / che sono buchi neri e circo togni". - laFondazione - - (Edit | Remove)

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Passeggiando con forse superflua signorilità notiamo che ha chiuso l'ennesima fumetteria. Conosciamo il commesso, ogni tanto ci fermavamo a parlare di stronzate. Naturalmente non si può impedire alla gente di comprare la roba su internet risparmiando pochi centesimi e arricchendo amazon e i cinesi. Noi stessi in quella fumetteria ci abbiamo speso pochissimo, anche se non compriamo su internet. Chissà che fine farà il tizio.
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Siccome lo trovavamo sempre lì non abbiamo mai nemmeno saputo il suo numero. Le bancarelle abusive invece resistono bene alla crisi perché, come amazon e i cinesi, non pagano tasse e si appropriano gratis degli spazi pubblici più centrali. - laFondazione - - (Edit | Remove)

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Un amico ci racconta che fa parte del nucleo di valutazione di una scuola elementare che ogni anno deve stabilire come attribuire un piccolo bonus economico agli insegnanti meritevoli. E ogni anno, contro il voto suo e di un altro, spalma il bonus su tutti gli insegnanti. Questo e il boicottaggio sistematico di ogni tentativo di valutazione degli insegnanti l'ha indotto a rinunciare alla funzione.
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Ci ha anche detto che quando devono fare le prove invalsi le maestre consigliano ad alcuni alunni di darsi malati perché abbasserebbero la media (quella della scuola, non la loro, visto che i test sono anonimi). - laFondazione - - (Edit | Remove)
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nel mio Ist. Comprensivo i criteri per l'assegnazione del bonus sono stati definiti dal comitato di valutazione che ha stabilito un punteggio per ogni attività /incarico. Qualche anno fa sono stati presentati in collegio docenti e ognuno di noi poteva e può segnalare modifiche o altre voci da incentivare. Per il secondo punto, ciò che fanno quegli insegnanti è molto scorretto. - vlad - - (Edit | Remove)
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http://m.ilgiornale.it/ne...
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Bella iniziativa, bell'articolo, siamo a livello merda nel ventilatore. - Aldo Maria Branzini - - (Edit | Remove)
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La gente non passa il tempo a verbalizzare i suoi pensieri... dice le cose ma non le verbalizza prima in mente. Chi lo fa inizia per forza a pensare agli universali. Il che non succede ascoltando gli altri, perché se pochi verbalizzano i propri pensieri, nessuno verbalizza quelli degli altri. In pratica si fa solo quando si legge. Perciò riflettere significa essenzialmente leggere se stessi.
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Il dono oscuro: https://eliaspallanzanivi...
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Oliviero Sacchio, questo spacciatore di casi umani, racconta di un uomo che perse la capacità di vedere i colori. Non riusciva più a vederli nemmeno in sogno o nell'immaginazione. Si verificò che aveva una piccola zona del cerbello danneggiata, chiamata V4 o qualcosa del genere. La cosa rilevante per noi è che non li vedeva nemmeno nel ricordo, perché vuol dire che i segnali della vista e le figurazioni della mente passano per lo stesso circuito cerebrale.
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Come se il cervello proiettasse lui sulla retina un'immagine, e ricevesse il ritorno. P.S. L'uomo non sopportava di dover chiedere aiuto alla moglie per vestirsi, quindi divise gli abiti per tinta e li combinava in base alla posizione e a una teoria del colore. Col tempo iniziò a dimenticare le idee che aveva su ciò che non percepiva più e i colori si staccavano dalle cose: nella sua mente l'associazione mela-rosso si allentava, come una patina che si crepa e scivola in polvere a terra. Tutta la terra era coperta da questa cenere dei colori e il suo sguardo spaziava per miglia e miglia e miglia. - laFondazione - - (Edit | Remove)
Oliviero Succhio coi suoi cataloghi di mostri ha fatto la grana ed è diventato inesorabilmente ripetitivo: un po' di cronaca, un po' di casi analoghi del passato, pochi termini e ragionamenti scientifici per non spaventare i lettori e un pizzico di pietà presumibilmente contraffatta. La sua descrizione di un ragazzino autistico straordinario disegnatore di edifizi sembra però confermare una nostra vecchia (e del resto banale) ipotesi, e cioè che la prospettiva sia quasi un'idea innata, o comunque che venga sviluppata naturalmente già nei primi anni di vita: da cui il mistero di secoli di arte senza prospettiva. Quell'appiattimento non doveva dipendere da ignoranza dei processi di costruzione, ma da qualcosa di voluto e culturale. P.S. Nel capitolo "Un antropologo su Marte" del libro omonimo c'è un errore di battitura: Ibris per Hubris. Fortuna che l'abbiamo pagato un euro e cinquanta. - laFondazione - - (Edit | Remove)
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in "Orfani del cielo" di Heinlein degli uomini ignari del loro passato interpretano un vecchio libro di fisica come una stramba metafora poetica dei rapporti sentimentali. Il parallelo tra gravità e amore in effetti è antico (https://eliaspallanzanivi... ), ma la trovata di Heinlein è attribuire a questi uomini regrediti la ferma convinzione di essere loro i razionali, e i fisici i romantici e sognatori.
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Vale a dire che l'ignoranza non si percepisce quasi mai come irrazionalità, anzi è proprio il contrario. Come ripeteva Borges, la magia non è la negazione della causalità ma la sua massima espressione, che sconfina nel delirio. Da ciò il banale monito a dubitare sempre della nostra razionalità. P.S. Nel racconto, gli anziani hanno creato un mito cosmogonico. I giovani ci credono poco e sostengono che bisogna essere pratici e realisti: la storia della creazione è solo una favola, il mondo è quello che è e basta. Questa posizione pragmatica potrebbe sembrare un progresso e invece è quasi sempre la morte del pensiero. Il mito è un modello, una proto regola del mondo che evita il proliferare della cieca causalità. Incidentalmente, nel mondo di Heinlein il mito è anche molto più vicino alla verità del positivismo elementare dei giovani. - laFondazione - - (Edit | Remove)

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se un politico dice un'infamia l'opposizione pretende indignata che si scusi. Invece quando la chiesa, ad es., si scusa per qualcosa, tutti gridano indignati che scusarsi è troppo comodo. Il fatto è che da noi scusarsi è considerata una debolezza o un'umiliazione, quindi perché siano saporose le scuse devono sempre essere estorte con la minaccia, mentre se sono spontanee non valgono nemmeno per quel poco che sono, ossia una forma di educazione.
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per valere le scuse devono essere sincere e sono prova di carattere, non devono essere un espediente inflazionato per sorvolare sulle proprie responsabilità - vlad - - (Edit | Remove)

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Stamattina Repubblica titola: "Segreteria PD, Orlando lancia Zingaretti". Ci è venuto da chiederci: "contro chi?".
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qualcuno vende biglietti per il concerto di bjork a roma il 30 luglio 2018?
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Un vecchio apologo Spallanzanesco: nel Paese degli Ignoranti ci sono molte proteste per le file alle poste. La gente è stufa e benché ci siano altri problemi più gravi questo fastidio è così comune che assume un'importanza spropositata: tutta l'ultima campagna elettorale si gioca sulla fila alle poste. Un candidato promette di aprire nuovi sportelli, un altro, di far lavorare di più quelli esistenti. Il peggiore giura che se sarà eletto ogni cittadino avrà il primo numero all'elimina code.
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La promessa è talmente spudorata e bugiarda che costui vince a mani basse e il giorno dopo le elezioni i votanti scoprono che al posto dei vecchi numeretti adesso ci sono cilindri con 2, 3, 5, 7, 11, 13... - laFondazione - - (Edit | Remove)

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Da giovanetti avevamo tutto l'agio di leggere e lo facevamo pure, ma trovavamo gran parte dei libri noiosi e sciocchi. Adesso che dobbiamo leggere nei ritagli del tempo orribilmente dissolto da cure volgari, mentre siamo in treno o sul cesso; adesso che veniamo continuamente interrotti da necessità altrettanto volgari, da obblighi ridicoli e odiosi, dalla squallida e irriflessa tendenza a sopravvive, embè adesso i libri ci sembrano quasi tutti belli, o almeno meritevoli di attenzione.
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come quasi tutti gli alberi del nostro c.d. giardino il pero è allampanato e macilento. Orfano di cure, assediato dai cardi e dall'edera, col tempo si è quasi rinselvatichito e i suoi frutti a forma di goccia sono piccoli, verde-arancio, vagamente profumati e dal sapore questionabile. Il loro principale pregio è quel "plop" delicato che producono cadendo.
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Sono legati alla pianta con così poca convinzione che basta avvicinare il palmo a un frutto perché quello vacilli e, come attirato da un magnete, si spicchi ploppando nella tua mano. - laFondazione - - (Edit | Remove)