Per almeno 2 settimane ha frequentato un luogo insieme a me. (mi sono guardato bene di dargli confidenza) E' una giovane signora e mamma come tante, ed ho apprezzato molto il fatto che ha fatto di tutto per non essere "sindaca".
-
yery
- [ 1 ]
-
[ 0 ] - (Edit | Remove)
ha fatto di tutto per non essere "sindaca" -> tipo candidarsi due volte di fila (lo so che intendevi una cosa diversa)
-
vic
- [ 1 ]
-
[ 0 ] - (Edit | Remove)
Noi avevamo carburatori maggiorati e marmitte espansione e il Ciao faceva 80 all’ora
-
goff Germano Reale
- [ 2 ]
-
[ 0 ] - (Edit | Remove)
Il monopattino Laotie temo di più, perché questo scooterone che assemblavano a Genova con 5 Kw faceva 0-100 in 8" e si arrampicava sui muri: https://www.tuttogreen.it... -
Fabs
- [ 0 ]
-
[ 0 ] - (Edit | Remove)
io proporrei di sparpagliare le persone sui vari pianeti del sistema solare per ridurre l'assembramento. Più o meno ha lo stesso livello di fattibilità che separare completamente gli over 65 dagli altri.
-
momobo
- [ 3 ]
-
[ 0 ] - (Edit | Remove)
«Non pensavamo di dover arrivare a tanto». La scelta più dolorosa, spiega Emilpaolo Manno, direttore del Dirmei, il dipartimento malattie ed emergenze infettive, è stata la chiusura del Martini. «Un ospedale molto importante per la città, speravamo di poterlo risparmiare». Ma non c’è stata alternativa. Il presidio di via Tofane è allo stremo. La scorsa notte dieci pazienti sono stati trasferiti in altri ospedali, tra Cuneo, Asti e Tortona. La rianimazione è satura: 9 posti letto su 9 sono occupati da pazienti Covid. Stessa cosa per la sub-intensiva: 8 ricoveri su 8 posti disponibili. È però sugli altri reparti che la situazione si è fatta insostenibile: oltre 140 dei 200 letti complessivi sono dedicati a pazienti affetti da coronavirus.
Ma non c’è solo il Martini. Di fronte alla pressione incessante sugli ospedali la Regione ha deciso di convertire 16 presidi del territorio in Covid Hospital.
«È una decisione difficile, ma inevitabile, per riuscire a fronteggiare la necessità crescente di posti Covid e decongestionare i nostri pronto soccorso», spiega l’assessore regionale alla Sanità, Luigi Icardi. «La conversione di questi presidi ci consente di destinare ai pazienti affetti da coronavirus dei percorsi ospedalieri dedicati e separati da quelli dei pazienti non Covid».
-
Fabs
- [ 0 ]
-
[ 0 ] - (Edit | Remove)
La curva del contagio cresce a ritmi vertiginosi - solo ieri 2.887 nuovi casi - e da settimane costringe gli ospedali a ricavare posti letto dedicati. Nelle scorse ore alle Molinette è stato aperto il sesto reparto Covid, con la conversione della geriatria. In una sola settimana i ricoveri in reparti a media e bassa intensità sono passati da 1.483 a 2.683, con un incremento dell’80,9 per cento. «C’è una sproporzione enorme tra il fabbisogno di assistenza ospedaliera e la capacità del sistema di fare fronte a questa domanda in crescita esponenziale», è l’allarme del dottor Manno. «La situazione più critica riguarda la città di Torino. Di questo passo rischiamo presto di non avere più posto per ricoverare i malati». Dei 5400 posti Covid attivi oggi sul territorio regionale, oltre 2500 sono già occupati. Secondo le proiezioni tra dieci giorni potrebbero essere finiti.
Il presidente Alberto Cirio ha convocato per domani un vertice d’emergenza con la giunta, il Dirmei, le Asl, i capigruppo di maggioranza e successivamente anche quelli di opposizione. Nelle scorse ore ha siglato un accordo con le strutture private per il raddoppio dei posti letto e ha chiesto aiuto all’Esercito, che ha già montato tensostrutture per accogliere i pazienti davanti a 7 ospedali. Oggi le tende compariranno anche davanti al Maria Vittoria e all’ospedale di Chivasso. Ma questi sforzi rischiano di non bastare.
-
Fabs
- [ 0 ]
-
[ 0 ] - (Edit | Remove)