BennyCemoli
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Lega Nerd
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Nello Cristianini
(Università di Bath)
presenta:
*La scorciatoia*
*Come le macchine sono diventate intelligenti senza pensare in modo umano*
(Bologna, il Mulino, 2023)
Modera: Stefano Fiori (Presidente della Biblioteca Bobbio)
Discutono: Roberto Cavallo Perin (Università di Torino)
Federico Revelli (Università di Torino)
Lunedì 4 dicembre ore 17,30
Aula Magna Campus “L. Einaudi”, Torino
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Lega Nerd
Ai, Altman cacciato per aver nascosto al board il salto nell'apprendimento e soluzione di problemi matematici - Reuters (ma ora grazie a Microsoft torna da vincitore) https://www.reuters.com/t...
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Animali
Vivere in un bosco, lontani qualche chilometro dal paese, comporta una scelta. Come in ogni scelta, si prende qualcosa e si lascia qualcosa. Non tutti sono disposti a perdere il senso di vivacità che è legato a vivere in un centro abitato, grande o piccolo. Il contatto con le persone, l'incontro casuale di amici conoscenti o sconosciuti, le vetrine, la folla: tutte cose che in un bosco semplicemente non ci sono. Per fare la spesa occorre prendere l'auto, muoversi di qualche chilometro
per le cose quotidiane, di qualche decina di chilometri per altri prodotti che vicino a casa non si trovano. Cinema? Teatro? Musei? Lontani, lontani. Si finisce per fare selezione, per scegliere cosa vedere, quando e come. Anche chi vedere. Ma in compenso si lascia qualcosa per prendere qualcosa. Vivere in un bosco significa accettare che gli incontri casuali possono essere quelli con un capriolo, con i cinghiali, con le volpi, gli istrici. Si capisce l'approssimarsi dell'autunno da dettagli che in città non si possono notare: la scomparsa delle formiche, le ghiande che cadono dalle querce, gli animali che scendono sempre più a valle. Si vede il movimento del sole farsi più basso, il tramonto spingersi sempre più verso sud. Si impara ad ascoltare rumori che in città non si possono udire: il richiamo di un animale selvatico, il vento che risale dalle valle, il picchiettare delle ghiande che cadono sul tetto. Si comincia a fare i conti con il gelo, a calcolare dove è meglio parcheggiare l'auto prima che le ultime salite siano impercorribili. Si vive nel silenzio degli uomini, ma come parla chiaro la natura.
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Frenfotography
"Mi secca morire perché lascio una vita meravigliosa: i figli, la casa al mare, la fotografia... Ma mi fa incazzare questa storia della morte che si porta via tutto. Invidio quelli che muoiono nel sonno". Leggo l'intervista della Stampa a Gianni Berengo Gardin e mi pare una caterva di luoghi comuni e cazzate, a partire da questa: "Sono contrario ai selfie e quando si fotografa col cellulare lo si fa male e troppo facilmente" . Poi leggo l'ultima risposta e mi accorgo di quanto è diverso
l'approccio alla fine della vita in Occidente. La morte come "rapinatrice", che idea di basso profilo. Da uno come Berengo Gardin mi sarei aspettato un pensiero un pochetto più profondo. Ma mi rispondo da solo che il fatto che uno sia un grande fotografo non significa anche che sia un pensatore.
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BennyCemoli
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BennyCemoli
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Lega Nerd
Buondì, scrivo a chi ne sa, è vera questa notizia che dal primo dicembre Google eliminerà tutti gli account Gmail inattivi da due anni?
@mattiaq No, perché lo zip poi lo metti dove ti pare. In effetti più che un backup è tecnicamente un export.
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ilcomizietto
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BennyCemoli
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La Stanzetta dei Bottoni
E dopo aver visto Moni Ovadia allearsi con Gianni Alemanno, credo che potrò serenamente mandare a farsi fottere qualsiasi interesse per la politica italiana...
In realtà ha detto che non ci andrà. Comunque, tutto ciò non fa che confermarmi il giudizio sul personaggio
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Mister Fisk
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"LA GALASSIA nazionalbolscevica continua a sopravvivere ancora oggi, anche in Italia, attraverso vecchie e nuove sigle. Vari i tentativi nel corso degli anni di interfacciarsi con la sinistra. Nelle sue intenzioni la «nazione» dovrebbe prendere il posto della «classe», la società costituirsi gerarchicamente sotto la guida di un’élite, e il socialismo, funzionale a mantenere l’ordine sociale, depurarsi dal marxismo. Poco è cambiato dalle origini, con gli schemi di continuo a ripetersi. Rimaniamo sempre nel campo delle destre radicali che «periodicamente», come sottolinea Bernardini, fanno «ricorso alla fraseologia di sinistra, vestendo panni ora proletari, ora più generalmente popolari». È «la strategia del camaleonte»".
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BennyCemoli
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