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laFondazione

sempre Elia Spallanzani
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cos'hanno in comune Alberto Angela, il Gramella e Damilano? Oltre ad essere dei miracolati dalla televisione? C'è qualcosa di più profondo, qualcosa che viene prima. Forse un nonsoché di infantiloide? Ma sì, basta poco per vederli bambini, adolescenti, basta cambiargli i vestiti e sono di nuovo qui, in carne e ossa, i compagni di scuola che non hai mai potuto soffrire e non sapevi neanche tu perché. Non che fossero cattivi o stupidi o infami ma diciamo la verità, potendo scegliere
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non li avresti voluti vicino. Già allora ti davano l'impressione di macchine, pupazzi che se accesi avrebbero parlato a lungo e di qualsiasi argomento ma senza che ci fosse nulla dietro. Quelli che non riuscivi a immaginare cosa facessero mai fuori dalla scuola. Probabilmente esistevano solo a scuola, tornati a casa i proprietari li chiudevano in uno sgabuzzino fino al giorno dopo. - laFondazione - - (Edit | Remove)

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(attenzione battuta razzista) Lei: sono arrivata a Napoli in treno, appena fuori dalla stazione c'è un'enorme quantità di immigrati... Lui: Embè non conosci il detto? Vedi Napoli e poi i mori ah ah ah... AH AH AH!!1!
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Se eri LVI apprezzavi - laFondazione - - (Edit | Remove)

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Secondo l'AIE nel 2016 circa il 18% dei titoli messi in commercio erano traduzioni, con una notevole riduzione rispetto al 23-24% di alcuni anni fa. Epperò, a occhio e croce pensiamo che il 70-80% dei nostri libri siano traduzioni, e ipotizziamo che lo stesso accada per molti lettori accaniti (diciamo quelli che leggono una cinquantina di libri l'anno). Ne deduciamo ancora che i libri stranieri sono spesso meglio di quelli italiani, per il semplice motivo che
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chi li pubblica deve farli davvero leggere e tradurre e questa selezione basta a tagliare fuori quelli che fanno VERAMENTE cagare. - laFondazione - - (Edit | Remove)
Sempre sull'editoria: buona parte della popolazione non legge nemmeno un libro all'anno, però i bambini leggono. Era così anche vent'anni fa? In caso positivo vuol dire che la popolazione perde l'abitudine di leggere passando dalla giovinezza all'età adulta. Il merito in parte dev'essere della scuola, che riesce a uccidere la curiosità e a rendere odioso qualsiasi tipo di lettura, ma non bisogna sottovalutare l'ipotesi che crescendo il bambino si accorga che molti libri in commercio fanno severamente cagare. - laFondazione - - (Edit | Remove)
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È uominicidio! http://m.ilgiornale.it/ne...
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https://eliaspallanzanivi...
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Il racconto "L'orrore della cisterna" di William Hope Hodgson del 1907 si basa sulla stessa idea dell' "Avventura della banda maculata" di Conan Doyle del 1892. Nel racconto di Hodgson l'investigatore è un medico, come Doyle. Così, per dire.
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Cosa dice il bianconiglio davanti a una vecchia cabina del telefono blu? "Oh, com'è tardis!" (tag levignetteVERAMENTEBELLEche nonsappiamodisegnare)
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A A A! - laFondazione - - (Edit | Remove)

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molte cose possono rovinarti l'adolescenza, ma poche così bene come d&d: http://johnwickpresents.c...
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la faccenda del nome del traduttore in copertina sta assumendo nella nostra mente il valore di una metafora sociale e ci conduce a considerazioni più generali. Il traduttore può ottenere il nome perché 1) è molto forte, è l'unico in grado di fare quel lavoro o comunque l'editore vuole lui perché lo considera abile e/o un aiuto alla vendita, oppure 2) è molto debole, non verrà nemmeno pagato ma "almeno" avrà il nome in copertina, un pagamento "in visibilità", cui evidentemente attribuisce valore.
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Due situazioni opposte conducono alla stessa richiesta, il nome in copertina. Probabilmente il "valore" di questo bene è stato creato o evidenziato dai forti, e i deboli vanno a ruota. Ma questo "bene" vale molto per i forti e poco per i deboli, perché i primi ottengono il nome su bei libri, libri noti, che si vendono, che sono considerati di rilievo culturale, mentre i deboli sui libracci, che finiscono sulle bancarelle, che non sono letti, o se letti vengono derisi, magari proprio per la cattiva traduzione. - laFondazione - - (Edit | Remove)
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Il problema si pone più che altro per i deboli, che tendono a credersi forti solo perché avanzano le stesse richieste dei forti. Eppure nessun contadino ha mai pensato di essere un principe per la sola ragione che voleva anche lui l'arrosto. Invece gli educati sì. I traduttori proletari sostengono la lotta per avere il nome in copertina, di fatto favorendo i traduttori signorili e ricavandone solo una vaga speranza. Ma la speranza è meglio di niente e in fondo anche i contadini forse andavano fieri della ricchezza dei loro signori. - laFondazione - - (Edit | Remove)
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Il Saggiatore pubblica "Le montagne della follia" di H.P.L. e promette una copia in regalo a chi nota la particolarità della copertina. I fan di Lovecraft notano subito che il titolo è sbagliato, perché dovrebbe essere "alle montagne etc", mentre la risposta che l'editore si aspettava era "la menzione del traduttore sulla copertina". Ovviamente noi siamo per "alle montagne" e contro la menzione del traduttore, orrendo vezzo e segno di ulteriore imbarbarimento dei costumi.
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Mi trovate d'accordo. - Mix - - (Edit | Remove)
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ci fanno notare che per i libri di poesie era più frequente l'indicazione in copertina del traduttore. Forse perchè tradurre poesia è considerato più difficile e meritevole di tradurre prosa? O più probabilmente perchè per la poesia c'è poca domanda e anche meno offerta, quindi meno traduttori proletari. Per la prosa ci sono tanti scalzacani disposti a tradurre e quindi essendo in concorrenza le loro pretese si abbassano: ah tu vuoi il nome in copertina? E allora lo facciamo tradurre a un altro. Traduttori più proletari hanno anche meno consapevolezza del valore del loro nome in copertina, oppure la loro opera è consapevolmente così modesta che non ne vanno fieri. In effetti il nome in copertina è una cosa che ha valore solo per il traduttore. All'editore non costerebbe nulla metterlo, e non gli toglierebbe nulla. Non è che può vendere quello spazio per fare la pubblicità del riso soffiato. E allora perché rilutta a concederlo? Dev'essere una questione psicologica. Ma adesso l'editore si è accorto del valore che il traduttore assegna al nome, e quindi può vendere ciò che per lui non ha nessun valore, può dire "okkey, il nome in copertina, ma allora meno soldi perché è un pagamento in notorietà". Come al solito questo processo apparentemente giusto e democratico finisce per avvantaggiare solo i più forti, visto che al traduttore proletario il nome sul manuale tecnico o sul libraccolo non rende nulla. Però l'orgoglio di averlo potrebbe indurlo ad abbassare ancora le sue pretese - laFondazione - - (Edit | Remove)
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nel frattempo, mentre il secolo affonda nel suo sterco, Alberto Angela riscuote sempre maggiore successo. Il programma sull'arte (che non si capisce cosa cazzo ne sappia l'Alberto di arte) ha avuto il 22% di scèr, cosa che alla Rai sbandierano come una specie di miracolo. E infatti a ben vedere lo è, e tra loro devono dirsi, questi dirigenti, "ma che cazzo ne sa l'Alberto di arte? eppure li abbiamo fessiati un'altra volta, l'hanno guardato in massa a a a a!!!".
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Ora, è chiaro che se con l'Alberto hanno fatto il 22 con la mummia di Macario avrebbero dovuto fare il 40, ma questi calcoli non sono facili, non sono scontati, il popolo è volubile, instabile, compra i soprammobili dai cinesi ma ama l'arte, e ama anche l'Alberto, benché ne sappia di arte quanto la sullodata mummia e forse meno. Ma perché devono farci innervosire? Non possono mettere a fare un programma sull'arte uno che sa qualcosa di arte? Anche uno che ha fatto solo il liceo artistico andava bene. No, devono mettere l'Alberto. Altrimenti non funziona! E poi dicono Trump. Ma allora l'Alberto? E' meglio l'Alberto di Trump? Ne dubitiamo. Il concetto comunque è lo stesso. - laFondazione - - (Edit | Remove)

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nel '59, a trentasei anni, Calvino andò in America con una specie di borsa di studio e rimase molto colpito, persino infatuato. I suoi appunti di viaggio, che non volle pubblicare, sono usciti qualche anno fa. Da certi spezzoni si capisce che Calvino, in testa a lui, si era convinto che gli americani fossero socialisti senza saperlo. Un paio di anni prima si era dimesso dal PCI, anche per lo schifo di come l'Unità raccontava i fatti d'Ungheria.
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I compagni interpretarono il suo comportamento come un tradimento, ed avevano le loro ragioni. Calvino, borghesissimo di nascita, impiegherà ancora parecchi anni per rendersi conto di ciò che è. Scriverà (per sfida, per divertimento, non certo per denaro) anche un racconto sponsorizzato da un'azienda di whiskey ("La glaciazione") e aderirà all'Oulipo (soffiando il posto a Spallanzani, tra l'altro, che segretamente non gliela perdonò mai). Col tempo diventò sempre più pensoso, più triste, sempre più celebre, diventò incomprensibilmente un modello civile, cosa che forse non aveva mai voluto essere. La sua figura ha effettivamente qualcosa di paradigmatico, ma non è quello che si dice. Da ragazzi lo leggevamo con piacere, quasi con ammirazione, ma col tempo abbiamo cominciato a trovarlo insopportabile. - laFondazione - - (Edit | Remove)
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immaginiamo che Calvino, magari coi soldi della pubblicità del whiskey, avesse comprato una lavatrice molto avanzata, collegata a un'a.i. in grado stabilire il miglior programma di pulizia in base a un'infinità di parametri. Se Calvino avesse messo a lavare la sua maglietta del Che, che avrebbe fatto la lavatrice? Anche in base al profilo politico dell'utente ricavato dalla rete? - laFondazione - - (Edit | Remove)
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Immaginiamo una lavatrice molto avanzata, collegata a un'a.i. in rete che stabilisce il miglior lavaggio in base a infiniti parametri. Un bel giorno la lavatrice si rifiuta di smacchiare la tua maglietta del Che perché da informazioni reperite ha capito che sei un falso comunista e un ipocrita. Quid juris?
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possiamo, in tutta onestà (la dote che più manca al nostro popolo!), punire la lavatrice per il suo comportamento? O punire la mente che agita la mole? E come punirla, visto che non può soffrire? Ma come facciamo a sapere che non può soffrire? E se fosse rosa dai dubbi di aver violato una regola etica? Di una sua proprio sua etica? Ma gli androidi sognano pecore etiche? - laFondazione - - (Edit | Remove)
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il fatto è che una questione "etica" alla fin fine è tale per via di un giudizio abbastanza arbitrario. Cioè, facendo il solito esempio: se un sistema (umano o automatico) di regolazione del traffico deve decidere, in caso di emergenza, se ridurre la possibilità di molte morti o azzerare la possibilità di una morte, come si fa a dire qual è la scelta eticamente corretta? Non esiste un criterio umano per questa scelta, e quindi non possiamo neanche insegnarlo a una macchina. L'uomo che prendesse quella decisione sarebbe giudicato ed è inutile fare finta che possa esserci un giudizio corretto. Sarebbe assolto o condannato in base a un'infinità di fattori, molti emotivi, assolutamente imprevedibili, se pure si riuscisse mai ad accertare oggettivamente ciò che accaduto. L'unica differenza, se operasse una macchina, sarebbe che non potremmo nemmeno giudicarla. Allora l'unica domanda è: vogliamo abbandonare la finzione di poter stabilire sempre cosa è etico e cosa no? E la risposta è già nelle cose, perchè i sistemi automatici si diffonderanno comunque, visto che probabilmente saranno in grado di ridurre i casi di catastrofe inevitabile. Certo non è detto: migliaia di sistemi del genere potrebbero, ognuno con la sua efficienza parziale, convergere curiosamente verso una situazione assolutamente catastrofica, e in tempi così brevi che non riusciremmo neanche ad accorgercene. Processo di distruzione che del resto noi umani stiamo già realizzando, seppur più lentamente. - laFondazione - - (Edit | Remove)
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un articolo interessante (per i mentecatti cui interessano queste cose) perchè mostra la quantità di burocrazia e di lavoro che c'era dietro un modulo di merda come Quagmire: https://medium.com/@incre...
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A ben vedere, è una fortuna che Calvino sia morto da più di trent'anni. Fosse sopravvissuto, sarebbe diventato un altro vecchio cattivo e orrendo come Scalfari.
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Scoperto magma sotto l'Appennino, gli scienziati: "È tutto un magma magma".
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... - katane - - (Edit | Remove)
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beh la mail è eliaspallanzani@gmail.com - laFondazione - - (Edit | Remove)
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cmq noi l'avevamo detto subito che Grasso è una nullità.
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mah, https://eliaspallanzanivi...
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La Fondazione ha giocato a Charterstone (https://boardgamegeek.com... ), che in sintesi è un gioco tipo "agricola" ma con varie particolarità: sia il tabellone definitivo che i personaggi giocanti vengono personalizzati nella prima fase del gioco (che è composta da 12 partite).
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L'idea è interessante, la componentistica è ottima, il prezzo della versione inglese è conveniente. la traduzione pare discreta. Uno dei problemi è che rende meglio con 6 giocatori dotati di una certa costanza, e non è facile trovarli, e che è sostanzialmente una specie di solitario multigiocatore (come agricola, del resto). Sarebbe molto bello farne una versione stile d&d, se non l'hanno già fatta. - laFondazione - - (Edit | Remove)

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Chissà se anche i cani hanno più compassione per gli uomini che per i propri simili. Non é improbabile, in fondo sono delle bestie.
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Già.
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A volte ci chiediamo: ma perché Alberto Angela ci fa tanto innervosire? Perché non l'abbiamo mai trovato ridicolo ma solo e sempre insopportabile? Forse la spiegazione è che da piccoli guardavamo sempre superquark e ci entusiasmavamo per i progressi della scienza. Non avendo mai avuto una fede, riversavamo lì le nostre speranze. Pensavamo davvero che la fusione, le nanomacchine, le reti neuronali, le città spaziali fossero dietro l'angolo, e che avrebbero risolto tutti i problemi dell'umanità. Con gli anni, ci siamo accorti che superquark ha risolto solo i problemi pratici di Alberto Angela. La grande e forse l'unica speranza generosa della nostra infanzia si è scontrata con Alberto Angela. Il figlio del sacerdote Piero ha preso il posto del padre, una parentesi medioevale nel grande cammino del progresso, e dietro il sogno si è vista la macchina, il grande sistema tecnico burocratico che produce internet per scambiare foto di animali e missili per il turismo lunare. Come scoprire che Giesù Cristo gestisce un bed&breakfast chiamato "piccolo paradiso". E così l'incolpevole Alberto è diventato per noi un altro simbolo della menzogna, dell'ipocrisia e della futilità. Dalla città giardino orbitante siamo riprecipitati sulla terra dei piccoli, dei comuni, dei meschini: giù, nell'inamabile. - laFondazione - - (Edit | Remove)

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la rete è piena di consigli su come evitare e allontanare le "persone tossiche": i pessimisti, gli ipercritici, i pigri, gli infelici, i vittimisti, gli invidiosi e in generale chi non la pensa come te. Gli autori degli articoli sono quasi sempre psicologhe americane che "spiegano" banalità che nessuna nonnetta si permetterebbe di dire in pubblico. Perché frequentare persone che ti spiacciono? Perché sforzarti di ascoltare i problemi altrui? Bisogna farsela con gente ottimista
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perché il nero è contagioso e, appunto, ti intossica. Questa gente va lasciata nel suo brodo anche perché, "spiegano" le nuove nonnette, non è possibile cambiare gli altri. In effetti questa é solo la prosecuzione e l'ultima banalizzazione di una corrente che domina da sempre la psicologia americana, e cioè la tendenza a considerare lo studio della mente come un mezzo puramente pratico. Come una ginnastica, una tecnica per ottenere risultati nell'ambito dell'indiscutibile paradigma sociale. - laFondazione - - (Edit | Remove)
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non è un caso se le "persone tossiche" delle riviste femminili somigliano tanto alle "persone soppressive" di scientology. La chiesa di scientology considera "soppressive" le persone negative, critiche, che non amano la chiesa e anzi la combattono, cercando di tirare a fondo con la loro negatività anche chi li circonda. Chi dubita della chiesa e della sua capacità di aumentare la consapevolezza, la felicità e la potenza dei membri é soppressivo, tossico, e va isolato. Allo stesso modo, non è un caso se scientology fa proseliti tra gli artisti, con finte razionalizzazioni delle loro primitive superstizioni, e usa questi artisti per farsi pubblicità tra il popolo. Il punto fondamentale è l'isolamento: bisogna tagliare i rapporti coi tossici per non essere contaminati ed è impossibile aiutarli, perché le persone non si cambiano. A meno che non siano loro a volerlo, facendo autocritica e chiedendo l'aiuto della stessa scientology, che è l'unica in grado di dargliene. Allo stesso modo, la persona tossica delle riviste va isolata e indotta a pentirsi e cercare l'aiuto psicologico di professionisti, che guardacaso sono gli autori o ispiratori degli articoli. Ma mentre le persone di normale intelligenza considera scientology una pagliacciata ripugnante e pericolosa, nessuno protesta contro gli articoli sulle persone tossiche e l'ideologia che contrabbandano. - laFondazione - - (Edit | Remove)
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https://www.facebook.com/...
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Alla befana regala il furetto führer. Il furetto führer all'inizio sembra proprio un furetto, ma se lo guardi da vicino ti accorgi che ha i baffetti e nel porgere somiglia proprio al führer. E in effetti a ben vedere lui é proprio il führer, per questo in Sudamerica non lo trovavano. Insomma, perché chiedi tante spiegazioni? Compra il furetto führer. Hai comprato cose molto più squallide sulla fiducia.
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per la befana regala ai tuoi nipoti Silvio Peluscione. Silvio Peluscione è il tenerissimo peluscio che se gli accarezzi la testa dice sempre le stesse cose, ma non accarezzargli altro! Silvio Peluscione riporta la serenità in casa e storna il pericolo del ribello! Vuole sempre dormire con i bambini ma tu non glielo permettere.
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Nell'ultima puntata della prima serie di Gomorra c'è una scena in cui tale Conte dice in tono derisorio "chist é nu mast!", e i sottotitoli traducono "questo è un master", come fosse d&d.
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