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laFondazione

sempre Elia Spallanzani
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il Canada ha modificato il suo inno sostituendo "noi figli" con "noi tutti", per evitare discriminazioni di genere. Per seguire questo esempio virtuoso suggeriamo di cambiare il nostro inno in "Parenti d'Italia", più neutro, e anche più simile al titolo di una trasmissione della fascia pranzo.
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P.S. Anche "che schiava di Roma Iddio la creò" suona male, sarebbe meglio "che colf della capitale l'evoluzione temporaneamente rese". - laFondazione - - (Edit | Remove)
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Brian_di_Nazareth_-_Loretta.avi - corax - - (Edit | Remove)
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da qualche tempo notiamo che la gente ci guarda in modo strano. Diciamo la gente ma in realtà ci riferiamo essenzialmente a commesse, cassiere, baristi, tabaccai (i tabaccai meno, essendo forse più incalliti). Perchè questa è gente che vediamo tutti i giorni senza conoscerla. La gente che conosciamo, o quella che non conosciamo ma vediamo solo una volta, ci guarda più o meno nel modo consueto. Invece quest'altra gente, i commessi, le cassiere etc, sono in una posizione ambigua.
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Ci vedono, ci guardano, ogni giorno, senza che ci si parli mai. Ci guardano forse come uno guarderebbe un geranio che ha sul balcone. Sono abituati a guardare e guardano, annoiati ma guardano, casomai fosse cambiato qualcosa. E qualcosa evidentemente è cambiato, perchè il loro sguardo è cambiato. Sempre più spesso ci capita di dover ripetere la richiesta o l'ordinazione, perché la prima volta non si è sentita, e altrettanto spesso non dobbiamo nemmeno parlare, perché l'altro già sa cosa vogliamo. E lo sguardo dell'altro, che cerchiamo sempre di evitare, sembra vagamente interrogativo: come se ci fosse qualcosa da dire, come se si attendesse qualcosa. Questa gente vuole parlare? O pensa che noi vogliamo parlare? E' questo che dice la nostra faccia, che vogliamo dire qualcosa? O che la taciamo? Sì, è così, la faccia dell'altro è quella di chi ha intravisto l'inizio di una parola, un'altra, diversa, l'ha visto e rivisto, ma quella parola non viene mai. E in effetti non c'è niente da dire. - laFondazione - - (Edit | Remove)
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O forse abitate grandi città - LilaLaMarea - - (Edit | Remove)
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leggevamo ancora una volta del dilemma del prigioniero: in sintesi, due gaglioffi vengono arrestati e separati; ad ognuno si dà la scelta tra collaborare con la giustizia e avere una riduzione di pena o non collaborare, rischiando però una pena più alta se l'altro dovesse collaborare. La soluzione ideale sarebbe che nessuno dei due collaborasse, perché tacendo prenderebbero una pena minima, ma siccome i due non possono comunicare e non possono influire sulle scelte dell'altro, la teoria
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dei giochi afferma che la reazione logica è per entrambi di collaborare. Questo fatto, che i delinquenti conoscevano benissimo anni prima di qualsiasi teoria, implica che l'azione più logica e conveniente per il singolo non è per forza la più conveniente per il gruppo, da cui si ricava che la teoria degli infiniti soggetti che perseguendo il proprio bene causano il bene generale è quantomeno dubbia: questi sistemi non raggiungono per forza l'allocazione migliore delle risorse, se c'è un altro equilibrio dominante. Ma il dilemma rende pure chiaro che l'ottimo paretiano dei due malinquenti (tacere e cavarsela col minimo di galera) è contemporaneamente la soluzione peggiore per la società. Di conseguenza, anche se tutti gli uomini conoscessero perfettamente il dilemma del prigioniero e ogni sua implicazione, e anche se tutti fossero dei perfetti ragionatori e decidessero di puntare alla migliore allocazione possibile di risorse, quasi certamente resterebbe qualcos'altro per cui quella scelta - laFondazione - - (Edit | Remove)
sarebbe la più dannosa possibile. Qualcosa fuori dal gruppo umano. Se ne deduce che, ad esempio, gli alieni potrebbero avere interesse ad evitare che l'umanità raggiunga l'ottimo, o potrebbe averlo dio. Qualcuno HA questo interesse. - laFondazione - - (Edit | Remove)
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qualunque gruppo sociale (ad es. i ferrovieri, gli insegnanti, i camorristi etc) ha imparato che collaborando può ottenere più vantaggi, mentre sembra che i NEET non collaborino nemmeno tra loro. Come mai? Perché non si riconoscono come gruppo? Perché ognuno spera di essere cooptato? Insomma per ignoranza o estremo egoismo? Sembra improbabile. Il mistero si risolve reinterpretando la premessa: ogni gruppo riesce non tanto a procurarsi vantaggi, quanto ad aumentare il danno che fa alla società
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(evidente per i camorristi, ma applicabile anche agli altri). In quest'ottica il comportamento dei NEET rientra negli schemi noti: anche se non ci sembra, di fatto stanno collaborando tra loro a danno di tutti gli altri. - laFondazione - - (Edit | Remove)

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"Quando presero i comunisti/ io non dissi nulla/ perché non ero comunista./ Quando rinchiusero i socialdemocratici/ io non dissi nulla/ perché non ero socialdemocratico./ Quando presero i sindacalisti/ io non dissi nulla/ perché non ero sindacalista./ Poi presero gli ebrei/ e io non dissi nulla/ perché non ero ebreo./ Poi vennero a prendere me./ E io non dissi nulla/ perché non ero me." Harold Burfgut Bispensiero
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pacchetto sicurezza, giro di vite sui kamikaze: ergastolo se colti in deflagranza di reato.
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la parabola dell'uomo dappoco: https://eliaspallanzanivi...
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comunque Santoro grande professionista nel trovare sempre nuove vallette.
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ANSA, giovani NEET danno fuoco a un fantoccio di Topo Gigio: "Volevamo partecipare al dibattito". La reazione di Memo Remigi: "gesto gravissimo, era quello vero!",
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fateci caso: le persone che predicano la tolleranza religiosa e la necessità di accogliere gli stranieri e i diversi sono esattamente le stesse persone che nottetempo aprono le vostre buste dell'immondizia e se trovano una buccia nel nero chiamano la polizia.
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miserie: "Ho mandato lo spunto per un racconto a uno che conosco da vent'anni, dopo un mese mi ha risposto con un rigo di generico incoraggiamento. Non vedo per quale motivo la gente debba sentirsi in dovere di incoraggiarmi. Incoraggiarmi a fare cosa? Scrivilo, scrivilo, ma perché dovrei farlo? Non ci vivo mica. Io racconto queste cose perché magari un altro potrebbe farne qualcosa. Non ho bisogno di incoraggiamenti e neanche di giudizi. Ma la gente forse è imbarazzata da queste lettere
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che mando, come succede a me con un collega che mi manda le sue poesie. Dovrei semplicemente smetterla. Dovrei anzi scusarmi per queste lettere che mando ogni paio d'anni." Elia Spallanzani a sua zia Luisella, che lo incoraggiò a perseverare. - laFondazione - - (Edit | Remove)

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"Contraddizioni di carattere nevrotico che caratterizzarono l'intero rapporto di Ranieri con la memoria di Leopardi: si sa, da un lato, che Ranieri era solito spargere fiori sulle carte del poeta; d'altra parte, fu lui stesso a mettere a repentaglio l'esistenza stessa dello Zibaldone lasciando in eredità il voluminoso autografo a due donne di servizio, palesemente ignare del valore inestimabile del lascito".
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"Oramai si può dire con verità, massime in Italia, che sono più di numero gli scrittori che i lettori (giacché gran parte degli scrittori non legge). In Italia si può dir che chi legge, non legge che per iscrivere; quindi non pensa che a se etc". Pisa, 5 feb. 1828, il gobbo fottuto.
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il film "Bright" sembra nettamente basato su un vecchio gioco di ruolo, shadowrun (https://www.reddit.com/r/... ). Fa uno strano effetto constatare che le tue nerdate di gioventù, vent'anni dopo che le hai abbandonate, sono diventate mainstream: hai sbagliato il tempo due volte.
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"i sogni sono una cosa noiosa, ascoltare quelli degli altri una vera tortura, i propri sono belli solo quando [...], a parte questo solo angustia, persecuzioni, impossibilità, tristezza, paura, parenti e amici morti".
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Turlupin é il romanzo più divertente e forse meno originale di Leo Perutz. Un barbiere superstizioso e sognatore diventa il granello di sabbia che può inceppare l'ultima macchinazione di Richelieu. Scambi, equivoci, coincidenze, e la giusta osservazione (ripresa poi Borges) che plebe e nobiltà hanno gli stessi vizi e lo stesso linguaggio. Solo nel finale il tono buffo cambia improvvisamente e in maniera non del tutto felice. Nel complesso un piacevole libretto, al solito prezzo criminale adelphi
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"La neve di San Pietro" di Leo Perutz è del 1933, ma forse sarebbe piaciuto a Philip Dick. E' difficile parlarne senza spoilerare (se volete essere spoilerati, potete leggere questa recensione: https://lalettriceimmagin... ), ma possiamo dire che il racconto resta affascinante finché dura quell'incertezza che Todorov considera il tratto essenziale della letteratura fantastica
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(https://eliaspallanzanivi... ). E come osservato da Todorov, ai nostri giorni il fantastico sembra assorbito dalla psicanalisi, che pare l'unico metodo per conciliare apparenza e realtà. Insomma, tutte le volte che ci troviamo di fronte a situazioni "strane" tendiamo a considerarle proiezioni della mente che nascondono qualcosa di elementare, e quindi tutte le opere davvero fantastiche diventano viaggi nella mente, il che poi significa privarle proprio del loro bello. In questo senso, Dick è uno dei pochi scrittori fantastici moderni, proprio perché rifiuta l'idea di porre termine all'ambiguità con qualche cascame psicanalitico. - laFondazione - - (Edit | Remove)
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effettivamente é caro - laFondazione - - (Edit | Remove)
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una volta potevi parlare per anni con qualcuno su internet senza mai sapere niente di lui. Il piacere già raro di parlare di un argomento invece che di persone si concentrava quasi tutto in rete. Oggi anche questo sta diventando sempre più difficile. Prima o poi una foto del suo gatto, di che ha mangiato o di dove è stato te la becchi, se non una foto sua o dei familiari, o di lui in fasce, o di chi vorrebbe essere.
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Nostalgia d&desca: Stefano Mattioli ha tradotto in italiano quasi tutte le classiche avventure per d&d serie Base, Expert, Companion e Master e ne ha raccolte decine di non ufficiali: http://ddmystara.altervis...
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Elia Spallanzani fu introdotto ai giochi di ruolo da sua nipote Letizia. Per quanto fosse già un po' rimbambito, capì subito le potenzialità narrative del gdr. La dignità però gli impediva di giocare con dei quindicenni e fare il master gli sembrava tracotanza. "Questi magnifici americani!", pare abbia detto, "Solo loro potevano avere l'ingenuità e l'arroganza di piantare un demiurgo in ogni scantinato!". Per tutta la vita Spallanzani aveva scritto storie parziali, ricombinabili, anagrammabili,
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nella vaga speranza che qualcuno ci giocherellasse. Alla sua età, mettersi ad apparecchiare un intero mondo per altri gli sembrava superiore alle sue forze. "Persino il padreterno é riuscito a farlo solo da giovane, e il pubblico ha anche avuto da ridire sulla forma delle narici e sul colore della notte". Ciò non per tanto, fece da spettatore col pretesto di prendere note sociologiche e anni dopo aiutò la nipote a scrivere "I Volatori", sorta di meta racconto fantasy: https://eliaspallanzanivi... - laFondazione - - (Edit | Remove)

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in rete girano infinite versioni del dialogo: "Lei: Non mi ascolti! Lui: Che vuoi dirmi? Lei: Niente!" È un vecchio luogo comune, c'era già nelle vignette della settimana enigmistica, ma non per questo è meno reale. Più o meno tutti abbiamo vissuto l'esperienza, ma perché?
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Evidentemente alla donna non basta l'ortoprassia, il comportarsi secondo la regola: lei vuole anche l'ortodossia, il pensare secondo la regola. Anche il foro interno viene coinvolto. Chiedere dopo la reprimenda non vale, non basta, non è spontaneo e quindi non è ortodosso, non viene da dentro. In questo senso si può notare che le religioni antiche pretendono quasi sempre solo il rispetto formale delle regole, mentre il cristianesimo va più a fondo, tocca i pensieri privati, le convinzioni reali. Anche in ciò è una religione più moderna, più colta, più pietosa, personale, insinuante, potenzialmente tirannica. - laFondazione - - (Edit | Remove)
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"Non allarmatevi quando vi mette in discussione e rifiuta di accettare quel che dite a priori; le donne di solito amano testare le acque. ", http://www.huffingtonpost... - laFondazione - - (Edit | Remove)
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la vicenda della praticante estromessa dall'udienza perché portava il velo e quella delle molestie nei settori artistici nascono entrambe dalla rottura di un codice di significazione e di comportamento. Per secoli l'appartenenza a certe categorie é stato segno di disponibilità sessuale, per anni il capo coperto é stato segno di rispetto (imposto) e quello scoperto di libertà. Indipendentemente dalla correttezza di questi codici, essi esistono e oltre a rappresentare i rapporti di forza
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semplificano la scelta tra le tante opzioni. Questa semplificazione, si noti, é una caratteristica del potere. Il giudice che trova disdicevole il capo coperto non agisce necessariamente per disprezzo dell'Islam, anzi magari ritiene che il suo comportamento sia progressista, perché il capo coperto per lui è segno di concezioni retrograde. L'uomo che fa avances all'attrice forse crede che la disinvoltura sessuale sia ancora un segno di modernità come negli anni '70. Naturalmente sotto ci sono pulsioni e desideri molto più elementari, ma il codice le imbriglia e le modifica, o camuffa, facendo sembrare "naturale" quel che non lo è mai stato. Da ciò la genuina meraviglia quando il pubblico grida che quel comportamento é inaccettabile: il linguaggio è cambiato e tu non te ne sei accorto, o non hai voluto accorgertene. Ma c'è una fase, e dura già da parecchio, in cui il linguaggio è estremamente ambiguo ed è difficile scegliere. E anche cambiare a piacimento il valore dei segni é una caratteristica del potere, forse del massimo potere. - laFondazione - - (Edit | Remove)
P.S. Ovviamente è tutto più complicato. In chiesa gli uomini scoprivano il capo in segno di rispetto e le donne lo coprivano. In tribunale tutti a capo scoperto per rispetto. Le attrici del medioevo erano considerate prostitute, in tempi moderne donne più libere della media. Il codice è mutevole, multiforme, contraddittorio, lo è sempre stato, ma almeno non c'era la pretesa assurda che ognuno potesse creare continuamente il suo codice e cambiarlo in qualsiasi momento. - laFondazione - - (Edit | Remove)
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la vecchia ambientazione di d&d, Mystara, é stata abbandonata dall'industria ma continua a ingrandirsi per opera dei fan e ha raggiunto dimensioni spaventose e grottesche (http://pandius.com/). L'insensato e amatissimo miscuglio di plagi, citazioni, stramberie, involontarie parodie di miti e culture forma ormai un intero pianeta, abitato anche all'interno e con due lune, di cui una abitata. Centinaia di nazioni, di popoli, di dei, di mostri, magie, cronologie che risalgono a cinquemila anni
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anni prima, migliaia di mappe, il tutto disorganizzato come in una vera tradizione medioevale, dove essendo impossibile verificare i fatti ci si basa sull'autorità e l'invenzione. Dietro, una scalcagnata banda di creatori di mondi, demiurghi mediocri e pasticcioni, commentatori, glossatori, accaniti e mentecatti. Un'enorme narrazione condivisa, o meglio il precipitato di una narrazione orale, tanto farraginosa e sballata da somigliare moltissimo alla realtà che vorrebbe negare. Che cosa di più bello, inutile, patetico, commuovente di questo? - laFondazione - - (Edit | Remove)

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I rapporti tra i sessi stanno diventando così rischiosi, é talmente facile cadere nella molestia (anche omissiva), che molti membri della Fondazione ormai confessano di ricorrere alla strategia dell'opossum: appena la situazione si fa tesa strabuzzano gli occhi, tirano fuori la lingua e fingono di cadere morti.
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il vero problema non sono le cripto monete, ma i cripto normali, ossia coloro che simulano perversioni che non hanno.
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cos'hanno in comune Alberto Angela, il Gramella e Damilano? Oltre ad essere dei miracolati dalla televisione? C'è qualcosa di più profondo, qualcosa che viene prima. Forse un nonsoché di infantiloide? Ma sì, basta poco per vederli bambini, adolescenti, basta cambiargli i vestiti e sono di nuovo qui, in carne e ossa, i compagni di scuola che non hai mai potuto soffrire e non sapevi neanche tu perché. Non che fossero cattivi o stupidi o infami ma diciamo la verità, potendo scegliere
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non li avresti voluti vicino. Già allora ti davano l'impressione di macchine, pupazzi che se accesi avrebbero parlato a lungo e di qualsiasi argomento ma senza che ci fosse nulla dietro. Quelli che non riuscivi a immaginare cosa facessero mai fuori dalla scuola. Probabilmente esistevano solo a scuola, tornati a casa i proprietari li chiudevano in uno sgabuzzino fino al giorno dopo. - laFondazione - - (Edit | Remove)