il papà somiglia a un golden retriever :) (@Gof intenditore). Comunque entrambi i genitori non sono di razza, quindi è un canetto a sorpresa.
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che poi la buona scuola ha ufficializzato ciò che accade dagli anni '70: per essere ammessi all'esame di maturità basta avere la costanza di frequentare per tutta la quinta
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AdRiX
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I miei dubbi: ìlare o ilàre, infìdo e ìnfido, térmite e termìte, leccòrnia e leccornìa, utènsile e utensìle, àmaca e amàca, cùculo e cucùlo, Nòbel e Nobèl, ròbot e robòt.
Sàlgari e Salgari, fèstival o festival, èdile o edile. C'è Baglioni che nell'intro di un pezzo live ci scherza, su questa faccenda degli accenti.
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Sleepers
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il contastorie di frenf.it
Un detto raccomanda “Natale con i tuoi, Pasqua con chi vuoi” perciò da sempre trascorro in famiglia la sera della Vigilia e il Natale, tranne due volte che raggiunsi il consorte con prole e bagagli al seguito. Non importa con quale ramo della famiglia si stia , anche se la tradizione vorrebbe con quello affettuosamente infestante dei parenti più prossimi.
Sì perché le cose si complicano quando subentra la famiglia del/della coniuge per cui spesso si adotta la soluzione dell’ half and half trascorrendo a turno la sera della Vigilia e il Natale a casa dai tuoi genitori e poi dai suoi ( suoceri), a meno che non si ricorra alla clonazione o si preferisca riunirsi tutti insieme appassionatamente. Posso solo immaginare le diplomatiche acrobazie in cui si cimentano coloro che hanno più famiglie.
Quando ero bambina trascorrevo la vigilia a casa delle sorelle di papà e il Natale in quella dei nonni materni. Dopo gli esibiti e largamente apprezzati virtuosismi gastronomici che folleggiavano in un turbinio di portate , noi bambini, più veloci della luce, aiutavamo a sparecchiare perché aspettavamo la pausa del dopo cena o pranzo per giocare a tombola. Ci mobilitavamo per svuotare la tavola e invaderla di più serie di cartelle della tombola , mentre mamma e zie già lavavano le stoviglie e preparavano il caffè da servire con struffoli e zeppole. I cugini più grandi verificavano che tutti i numeri fossero nel panariello, per evitare un contenzioso senza fine qualora a termine della giocata si fosse scoperto che mancava il fatidico numero che avrebbe annullato le sofferte vincite. Io e gli altri cugini iniziavamo a esaminare le cartelle perché è un rituale giocare a tombola. Ognuno ha un criterio personale di scelta di cartelle.
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