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Ho da poco finito Zero K, l'ultimo libro scritto da DeLillo. C'è una parziale dissolvenza su un'era, ché negli ultimi cinque anni circa un libro su tre era suo; adesso mi mancano giusto una manciata di titoli degli anni '70 su cui non nutro grandissime aspettative, ma che gradualmente assimilerò. DeLillo scrive due tipi di libri, quelli con pochi personaggi e le speculazioni su un numero molto limitato di avvenimenti, e quelli con molti personaggi e tantissimi avvenimenti,
Ho da poco finito Zero K, l'ultimo libro scritto da DeLillo. C'è una parziale dissolvenza su un'era, ché negli ultimi cinque anni circa un libro su tre era suo; adesso mi mancano giusto una manciata di titoli degli anni '70 su cui non nutro grandissime aspettative, ma che gradualmente assimilerò. DeLillo scrive due tipi di libri, quelli con pochi personaggi e le speculazioni su un numero molto limitato di avvenimenti, e quelli con molti personaggi e tantissimi avvenimenti,
9 years ago
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e io preferisco sicuramente i primi, che nei secondi mi perdo nei nomi. Zero K è sulla prima linea, la stessa di Cosmopolis e Rumore Bianco, e naturalmente è un libro sulla morte. Finito DeLillo, ho cominciato Domani nella battaglia pensa a me, un contrasto divertente che rende ancora più evidente la scrittura, la cosa che mi interessa di più. Se le tensioni di fondo sono - al momento - anche simili, la scrittura è quasi opposta. Nella penisola iberica devono aver scelto di fare un uso molto oculato della carta, perché Javier Marìas, come Saramago, riempie completamente le pagine con blocchi di testo, molto di rado va a a capo, per nessun motivo delimita dei paragrafi con un rigo vuoto. DeLillo si esprime, di solito, con frasi brevi e secche, spezzando anche il discorso con riflessioni esterne ed eccentriche. Marìas, meno pedante nelle ripetizioni di Saramago, costruisce comunque delle frasi molto lunghe e autoriflessive, disposte all'approfondimento indefinito. Il discorso, inoltre, va avanti per pagine, fluido, e non è raro trovarsi davanti un blocco di due o tre pagine, nero su bianco, che, pure definito dalla punteggiatura, si legge come un'unica frase. Mantenendo comunque una chiarezza espressiva notevole. Mi sta piacendo, sono all'inizio.
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