Dice comprensibilmente Hobbes che la pietà è l'afflizione per la disgrazia altrui che nasce dall'immaginare che una disgrazia simile può capitare a noi. Questa comune definizione spiega come mai si senta di solito più pietà per chi ci è vicino o ci somiglia. E invece la pietà continuamente predicata per disgrazie lontane e collettive? La pietà per gli affogati? Cosa induce tanti a "compatire", a immaginare di poter fare la stessa fine? Probabilmente l'elemento comune è il viaggio.