Quarant'anni fa Fruttero e Lucentini, l'equivalente nostrano dei due vecchiacci dei Muppets, lamentavano che uno slogan pubblicitario come "ritorno a scuola senza pensieri" era assai diseducativo, perché in che consiste studiare se non in una serie continua di pensieri?
I soliti retrogradi, i soliti retorici, sempre a fare la punta agli stronzi. E invece come sempre il "dove andremo a finire" funziona e nel 2018 la parola "pensieri", anche grazie ad influssi dialettali, è diventata semplice