È noto che periodicamente il PD distrugge i suoi leader. Gli ottimisti la considerano una prova del robusto dibattito interno, in confronto all'inamovibilità dei leader padroni degli altri partiti. In realtà questa sorta di lotta fratricida ricorda più gli scontri tra famiglie dei comuni quattrocenteschi. Il fatto che il perdente venga ucciso o esiliato, e in quest'ultimo caso organizzi la vendetta, non dimostra l'esistenza di una dialettica: semmai è proprio il contrario.