Secondo Bergson la vanità è l'ammirazione di sé fondata sull'ammirazione che si crede di ispirare negli altri. Difetto essenzialmente ridicolo, il suo rimedio specifico sarebbe il riso.
Ma le cose cambiano. La vanità può usare il riso, lo usa, ride di sé stessa prevenendo gli altri, mette le mani avanti e rende il riso inoffensivo, solo un'altra piuma del suo cappello. Come l'insegnante che non riesce a correggere le bestiacce, l'autoironico mostra l'impotenza morale del riso: