Esauriti amici e parenti, il curatore dilettante si guarda attorno allucinato: a chi infliggere ora lo squallido frutto delle sue fatiche? È a questo punto che il maligno lo seduce con la più infame delle tentazioni, quella della socialità. Il curatore medita di iscriversi al Rotary, alla Massoneria, ai Terroristi, a una qualsiasi delle tante associazione che rendono miserabile la vita quotidiana, pur di avere qualcuno da insaponare.