"Quando ero giovane", disse Elia Spallanzani, "mi piacevano gli ossimori, i paradossi, mi dilettavo del suono di certe parole. Adesso devo badare al lavandino che perde, vestirmi secondo il clima, prendere pillole. Capisco bene cosa provò Giesucristo abbassandosi alla forma materiale. Forse é per questo che sebbene ateo lo sento così vicino".