Nel "motto di spirito" (1905) Freud sostiene che un certo tipo di umorismo somiglia al sogno e che il motto nasconde sotto una forma accettabile un contenuto aggressivo o (manco a dirlo) una pulsione sessuale. Il motto sarebbe una sorta di codice e se gli ascoltatori ridono è perchè colgono il senso nascosto e si liberano di una pulsione che vorrebbero esprimere ma non possono. In effetti, sin da Socrate l'ironia è considerata un modo di "parlare dissimulando",