il vero problema è sempre la signorilità: nel 1602 Tomaso Costo scriveva: "piacesse a Dio che oggidiì s'usasse, come allora s'usava, lo scriver di "Voi" comunemente ad ogni sorte di persone. Ché ciò sarebbe tanto più dilettevole a chi scrive, quanto è più noioso e difficile il modo di scrivere che oggi universalmente s'usa del "V.S."; il che ha preso tanta possessione fra le genti (e massimamente in questo regno), che insino agli artefici dell'ultima classe vogliono il "V.S." nelle lettere".