Roma è un'alba nera,
menzogna sopita, notte
ripulita dopo la festa mobile.
Lume
di una carezza attesa.
Io ti guardo, lungo distesa,
faraonica sul letto,
lecco il vuoto
delle tue scapole fredde,
folgore e sabbia di una spiaggia umida.
Vorrei mi accogliessi come l'emigrante
sulla soglia del sogno,
dopo la fame.
(Franz Krauspenhaar)