il curatore di volume collettaneo destinato a sicuro insuccesso è forse la figura più ridicola e patetica dell'intero universo subculturale. Deve scegliere gli autori, spronarli, spesso blandirli o confortarli, talvolta distoglierli da manie suicidarie; deve esaminare i testi, correggerli, discuterne con autori spesso assolutamente refrattari alla rilettura di ciò che hanno scritto, e figuriamoci di cosa ha scritto un altro; se l'opera include traduzioni, deve convincere il traduttore